MARTINSICURO – E’ stata la gelosia il movente che ha portato Shkelqim Koni, albanese di 45 anni, ad uccidere nella notte la moglie Rudina, 33 anni, colpendola alla gola con un coltello da cucina. Il delitto è avvenuto nella loro casa a Villa Rosa, un appartamento in via Segantini dove i due finora avevano trascorso una tranquilla esistenza insieme ai due figli di 9 e 7 anni.

I vicini di casa li hanno descritti come una coppia socialmente ben integrata, che aveva ottimi rapporti con tutti, e che tra loro sembrava andassero molto d’accordo.

L’uomo, che dopo aver ucciso la moglie si è autodenunciato chiamando i Carabinieri, è stato interrogato per tutta la mattinata nella Caserma di Martinsicuro dal sostituto procuratore Serena Bizzarri ed ha ammesso che da tempo sospettava che la moglie avesse un altro uomo. Ad innescare la violenta lite la serata che la donna ha trascorso fuori per una cena in compagnia di alcuni colleghi di lavoro (lavorava in un’impresa di pulizie).

Al rientro a casa, alle 4 del mattino, il marito ancora in piedi le ha chiesto il motivo del forte ritardo, ma le spiegazioni della donna non sono bastate a fermare il raptus omicida dell’albanese, che afferrando un coltello in cucina, si è accanito sulla moglie colpendola con due fendenti alla gola. La donna è caduta a terra ed è morta quasi subito. L’omicida ha poi chiamato il 112 e ha raccontato quanto accaduto.

Ora il corpo della vittima è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale di Teramo, dove dovrebbe essere effettuata entro domani l’autopsia. L’uomo è stato invece condotto a Castrogno. I due figli della coppia invece, che nel momento del delitto dormivano nella stanza accanto e non si sarebbero pertanto accorti di nulla, sono stati affidati a dei parenti.

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