PORTO SAN GIORGIO – Che la Sigma Coatings abbia abituato i suoi estimatori a vittorie casalinghe contro le teste di serie del campionato è indubbio. Che poi ci si faccia l’abitudine, beh!, questo non lo si può proprio dire! Né si può dire che ci si annoi ad ascoltare l’allenatore Fabrizio Frates, nel dopo partita, elogiare i suoi atleti e il progetto Sutor, fondato su giovane età ed “italianità”.

Al termine della gara vinta, al PalaSavelli, contro l’Armani Jeans Milano, egli si dichiara soddisfatto per due motivi precisi: innanzitutto, per aver riportato una vittoria impagabile, contro una squadra di Eurolega, che va a sommarsi all’altra disputata contro la Lottomatica Roma; secondariamente (per ordine di enunciazione, non di importanza!), per aver constatato gli enormi progressi tecnici che ogni singolo giocatore ha compiuto. «Stiamo crescendo. Tutti i giocatori sono coinvolti e protagonisti nei loro minuti a disposizione sul parquet. Siamo a quota 14 punti, con la percentuale di gare vinte e gare perse in perfetta parità. Questo è un risultato sul quale avrei firmato ad inizio anno, costruito grazie alla crescita degli atleti individualmente e come gruppo. I ragazzi lavorano con grande impegno e intensità e bisogna dire che non hanno mai mancato di mettere questo impegno nel lavoro quotidiano». Riguardo la gara in trasferta a Teramo della  prossima settimana, coach Frates ammette sorridendo il suo desiderio di vincere: «Non tanto per me, quanto per Giustino (Giustino Danesi, preparatore atletico, ndr), che ci terrebbe tanto…». Ma, ad onor del vero, ci tengono anche i numerosi tifosi della Sutor Montegranaro i quali, dal primo anno di Lega A1, amerebbero vedere la loro squadra espugnare il Palascapriano dei cugini abruzzesi.

Intanto, un passo alla volta, anche Milano è capitolata di fronte alla difesa avversaria. Lo confessa l’allenatore milanese Piero Bucchi: «Abbiamo reagito come dovevamo alla rimonta di Montegranaro, ma non siamo riusciti a neutralizzarla, finché non abbiamo trovato di nuovo il ritmo, nel quarto parziale con 3 bombe (due di Mordente e una di Mancinelli). Un paio di azioni alla fine ci hanno condannato. Siamo stati deficitari sulle palle recuperate e perse (13-22 di Milano contro 23-13 di Montegranaro). Se l’avversario ha 10 tiri in più la loro possibilità di vincere aumenta. Eravamo, comunque, consci di arrivare qui e di trovare una difesa dura di Montegranaro».

Difesa a cui ha dato il suo contributo Luca Lechthaler, anche se uscito a cinque minuti dalla fine per cinque falli. «E’ stata una gran gara» afferma, «abbiamo lottato fino in fondo. Giocare contro una squadra che viene da una sconfitta e che entra in campo con una mentalità da Eurolega è dura. Abbiamo cercato di contrastarli in tutti i modi. Sono contento perché abbiamo una buona maturità di testa e ci abbiamo messo cuore».

Anche Daniele Cavaliero supporta le parole del compagno: «Ogni gara vinta ha un sapore particolare, soprattutto quando puoi parlare in termini di squadra. Noi abbiamo voglia di fare ed oggi c’eravamo di testa, cuore e “palle”. Stare nello “starting five” era nelle mie ambizioni ad inizio campionato: desideravo un minutaggio più alto perché ho fatto, la stagione scorsa, al di sotto delle mie aspettative e delle aspettative della Società. Sono contento perché Frates, se pensa che puoi essere utile alla squadra, ti fa stare in campo per tutta la partita. Oggi eravamo in 4 italiani ad aver messo sotto di 13 punti Milano. Devo proprio sottolinearlo: questa è una delle poche Società che ci crede veramente al progetto sui giovani. Noi dobbiamo meritarci questa fiducia e meritarci di stare in campo. Le buone prestazioni devono avere un obiettivo. Secondo me, dovremmo arrivare alle Final Eight per dimostrare questa validità del modello Sutor».

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