MONSAMPOLO – “Ripartire dalle mummie per trarre forza ed energia vitale per il territorio”. Sembra un paradosso la battuta dell’assessore provinciale Antonini, ma dentro c’è l’auspicio rivolto alle amministrazioni locali, affinché sappiano trarre frutto dall’eccezionale ritrovamento delle mummie di Monsampolo nella chiesa di Santa Maria Assunta.

Molti i curiosi accorsi al Teatro comunale, sabato 16 gennaio, per vedere la presentazione in anteprima del documentario storico “Messaggeri dal passato”, prodotto dalla Zeeva Production di Pesaro. Oltre all’assessore provinciale alla Cultura Andrea Maria Antonini, sono intervenuti all’incontro il sindaco di Monsampolo Nazzareno Tacconi, il presidente della Provincia Piero Celani, Enrico Menghi della Zeeva Production, l’archeologa Mara Miritello e il docente universitario Franco Ugo Rollo.

Il filmato, che descrive in maniera affascinante le pratiche e i significati della mummificazione attraverso le diverse epoche storiche, inizia proprio con la scoperta di Monsampolo, quando nel 2003 l’archeologa Miritello, all’opera nei lavori di restauro della chiesa di Ss. Maria Assunta, rinvenne nella cappella della Buona Morte 20 corpi mummificati, in buono stato di conservazione. In seguito, con l’incontro nel 2006 del mummiologo Franco Ugo Rollo e della studiosa di fibre tessili Thessy Schoenholzer Nichols, che hanno confermato l’importanza del ritrovamento, è nato il progetto “Le mummie di Monsampolo”, di cui la Miritello è la coordinatrice.

 

“La particolarità delle mummie di Monsampolo è che sono vestite” ha spiegato l’archeologa, “Si tratta di vesti popolari  indossate da contadini, risalenti ai sec.XVII-XIX. Per questo il nostro è un progetto ambizioso, che non vuole terminare in un semplice museo, ma intende creare, accanto alla mostra sulle mummie, dei centri attivi di studio sulle vesti, come un centro di restauro delle fibre tessili (ortica, lino e canapa), utili a ricostruire l’economia del territorio in quell’epoca”.

Da parte delle amministrazioni, sia comunale che provinciale, vi è interesse e sostegno all’iniziativa: per il sindaco Tacconi “si tratta di un progetto che qualificherà il nostro Comune”, mentre Antonini ritiene che “l’idea del laboratorio archeologico possa portare qualcosa di economicamente importante, essendo unica nel suo genere in Italia”. Il presidente Celani, dal suo canto, ha ribadito la necessità di mettere in rete tutte le ricchezze e i beni culturali di cui i 33 comuni piceni sono pieni, come testimoniano questi ritrovamenti archeologici.

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