SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «I sambenedettesi hanno un buon ricordo dei miei otto anni da sindaco, la mia esperienza è al loro servizio». L’apertura della sua campagna elettorale segna il ritorno sulla scena politica di Paolo Perazzoli, uno dei tre candidati sambenedettesi alle regionali di marzo nei ranghi del Partito Democratico.
La sede del Pd di via Balilla è stato il luogo dell’adunata dei suoi sostenitori.
Afferma Perazzoli: «I miei anni da sindaco, per riconoscimento di molti cittadini, furono anni di vitalità e progettualità. Rivendico l’ampliamento del depuratore che ci permette di avere la bandiera blu, il riordino dei servizi pubblici locali con l’istituzione delle società Start e Picenambiente, l’istituzione del Consorzio Turistico. Ora non cerco un Oscar alla carriera, ma un Oscar al miglior film».
L’immagine cinematografica serve al segretario regionale di Confesercenti (lascerà la carica se eletto) di esporre i suoi programmi. Anche lui è sulla linea del compagno rivale Pietro Colonnella, cioè il leit motiv del rilancio di un Piceno ingiustamente trascurato da Ancona.
Sistema sanitario, con la messa in opera dell’azienda Ospedali Riuniti Ascoli-San Benedetto e la creazione di strutture specialistiche in Neurochirurgia ed Emergenza-Urgenza. Le infrastrutture, con l’uso sapiente dei fondi statali e comunitari per la metropolitana di superficie, la bretella collinare, il terzo braccio del porto, la transcollinare “Mezzina” e il vecchio pallino perazzoliano dell’arretramento del tratto sambenedettese dell’autostrada A14. E poi una politica incisiva per il settore agroalimentare, per trovare sinergie sulla produzione di alimenti sani e di qualità. Lo sviluppo di un Distretto delle Energie e delle nuove tecnologie. Il sostegno all’università nel Piceno non solo da parte degli enti locali ma anche, economicamente, da parte della Regione. Il turismo, con una strategia concreta per la difesa della costa dall’erosione. Il welfare e le politiche per la casa, con la creazione di società pubblico-private che facciano da garanzia verso le banche e i piccoli proprietari sul pagamento di affitti ragionevoli a precari, giovani coppie e immigrati.
Dell’esperienza di sindaco, Perazzoli non dimentica la sua mentalità decisionista. «Sono una persona aperta e disposta a cambiare idea. Ho abbandonato l’ideologia della mia vita giovanile, quella comunista, perché sconfitta dalla storia, figuratevi. L’ascolto delle varie esigenze dei cittadini per me è sacro. Ma una volta che si decide una cosa, voglio dire la mia e farla. Per citare Ciampi, dico quello che penso e faccio quello che dico».
Dell’esperienza in Confesercenti, Perazzoli rivendica l’abitudine all’ascolto e l’idiosincrasia per una certa lentezza congenita delle istituzioni pubbliche. Il sindaco Gaspari lo appoggia in pieno: «Paolo ha una grande capacità di lavoro e di ascolto. Della “vecchia politica” conserva l’attitudine a sapersi occupare di diversi campi della vita economica e sociale».
LA SQUADRA La “corazzata” che segue la sua campagna elettorale vede in prima fila ovviamente la moglie e assessore comunale Loredana Emili, l’ex assessore provinciale Ubaldo Maroni, il consulente per le politiche sanitarie Giuseppe Petrone (ex manager dell’ospedale civile), l’ex assessore regionale democristiano Franco Paoletti, il sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo, Andrea Manfroni, Sergio Pezzuoli, Ilario Persiani, Antonio Marcelli, Alessandro Zocchi, Palmiro Merli, quest’ultimo a sorpresa in quanto molto distante dal Pd (si candidò con Massimo Rossi alle ultime elezioni provinciali). «Siamo amici d’infanzia, non poteva non sostenermi», dice Perazzoli.

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