SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Gaspari “berlusconizzato” non piace nemmeno a Pasqualino Piunti. All’indomani dello sfogo del primo cittadino, intento a ricordare alla stampa che il popolo è con lui, «in virtù del 54% delle preferenze ottenute nella passata campagna elettorale», il consigliere d’opposizione del Popolo della Libertà invita infatti il sindaco ad abbassare i toni della polemica. «Chi riveste un ruolo come il suo deve anche saper portare la croce. Certi attacchi magari saranno pure strumentali, ma lui deve incassarli e superarli».

«Riguardo alle cifre che ha snocciolato – continua – ricordo a Gaspari che dal 2006 le cose sono totalmente cambiate».

Il mirino si sposta poi sull’ex alleato Edio Costantini, oggi preziosa “stampella” dell’amministrazione comunale. «Ha risposto alle logiche dettate da Amedeo Ciccanti – denuncia Piunti – dimenticandosi che non è stato eletto ad Ascoli, ma a San Benedetto».

«Dice di non essere un traditore? Resta comunque difficile spiegare a chi lo ha votato i motivi della sua conversione».

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