SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Gli ex Pci Perazzoli e Gaspari, dal 1993, non sono riusciti a dotare San Benedetto di un nuovo Piano Regolatore: in mezzo, Martinelli-Felicetti-Piunti, che anche loro hanno fallito. Contro di loro Gaspari fece tre convegni sull’Urbanistica e raccolse 50 cartelle di documenti. Oggi, al quarto anno del  suo mandato il Sindaco fa capire  he non farà più il Prg ma un suo surrogato. Ha cestinato quello realizzato da Martinelli con costi diretti ed indiretti per il Comune altissimi»: Nazzareno Trevisani, anche lui “ex Pci”, continua a criticare le mosse dell’attuale primo cittadino e suo attuale compagno di partito (Pd).
«Con il Pci, al governo della città, non si è mai fatto ricorso a “stampelle“ per rimanere in sella, per approvare bilanci e piani regolatori che sono gli atti politico-amministrativi che qualificano e caratterizzano una Amministrazione. Il segretario del Pd Gregori jr. ha sollecitato e approvato l’arruolamento di “stampelle”, attingendo voti dall’opposizione, per sorreggere una amministrazione ormai “alla canna del gas”. Ha anche affermato che quella operazione  avrebbe anticipato nuovi ed entusiasmanti scenari politici (pensava all’Udc), ma la netta posizione contraria dell’Udc di San Benedetto significa un giudizio negativo sulla amministrazione Gaspari e, qualora dovessero maturare future condizioni per convergenze col centro sinistra, non sarebbe Gaspari il candidato sindaco» continua Trevisani.
«Felicetti, sconfessato dal suo stesso partito, giustifica il suo operato invocando Ugo La Malfa: persona rigorosa,sostenitore della programmazione di lunga lena, non del piccolo cabotaggio»: secondo Trevisani, invece, era preferibile fermarsi per tre mesi e schiarirsi le idee con una nuova maggioranza e un nuovo progetto e tornare alle urne. «Gregori jr. ha fatto un incauto accostamento tra l’acquisto della piscina comunale (300 milioni chiavi in mano, sindaco Gregori, suo padre, nel 1977), definendolo una sorta di accordo di programma, e tutta l’operazione  urbanistica architettata da Gaspari che, come tutti sanno, non riguarda l’acquisto dell’area per la Fondazione Carisap. Chi  consiglia questo ragazzo?»
«A mia memoria, una costante  del pensiero di Primo Gregori era: ”Avere sempre presente, nei contenuti e nell’attuazione dei piani, il ruolo primario della pubblica amministrazione e quello subordinato e regolato della iniziativa dei privati“. Al contrario, oggi, saranno i privati, di fatto, a dettare dove e quante abitazioni o alberghi dovranno essere costruiti su aree di loro proprietà (Brancadoro e altre vicine, come auspica  Felicetti)».
«Abbandonare la strada maestra del Prg, scegliere pericolose e in apparenza più facili scorciatoie (Prusst docet) nella speranza di recuperare consensi in extremis, creano precedenti ai quali altre amministrazioni non sapranno resistere. Oggi: per l’opera della fondazione Carisap,la nuova piscina,la demolizione del Ballarin e lo spostamento della sottostazione elettrica (perche non il parcheggio della scuola media del Paese Alto?). Domani: per la circonvallazione, il lungomare nord, il parcheggio sotterraneo in Piazza San Giovanni, la sopraelevazione del Centro Primavera, lo spostamento della stazione in viale dello sport, le scogliere…».
«Tutto,sempre e solo in cambio di appartamenti? Per quale città, per chi? A basso costo come dice Perazzoli? A San Benedetto ci sono già 19 mila seconde case! Un fatto è certo. La classe dirigente degli ultimi 20 anni, destra o sinistra, su taluni grandi temi, ha praticamente fallito la sfida del governo della città». Infine Trevisani si rivolge al capogruppo consiliare del Pd Claudio Benigni: «Il Pd è l’incontro di varie culture politiche, tutti sono “ex qualcosa” e hanno pari dignità. Non è questa l’aria che tira nel Pd. Un consiglio: mi fiderei più di un ex Pci che mi critica che di un ex avversario compiacente. Quando il diavolo ti accarezza vuole la tua anima!»

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