SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Distrarre i gioiellieri con chiacchiere sulla propria vita sentimentale e rubare anelli e collane. Se fosse un vanto, gli andrebbe di certo un riconoscimento alla scaltrezza. Ma siccome è un furto gli spettano solo le manette. Elix Lazzari, 40enne di origini rom, è stato individuato dalla Polizia del commissario Marco Fischetto come il responsabile di due furti compiuti in due gioiellerie del comprensorio nei mesi scorsi, che hanno fruttato circa 70 mila euro.

Il minuzioso lavoro investigativo compiuto anche con la strumentazione della Polizia Scientifica ha permesso di identificarlo anche come l’autore di diversi furti commessi a Treviso, Ancona e Pescara, durante il quale il pregiudicato avrebbe asportato ingenti quantità di gioielli per svariate migliaia di euro riuscendo a far perdere le proprie tracce con una tecnica originale e innovativa.

La strategia “teatrale” che caratterizzava l’elaborato modus operandi consisteva nel presentarsi nella gioielleria come un noto stilista gay e raccontando le diverse fasi della sua storia sentimentale con il proprio compagno e le mille attenzioni che gli rivolgeva, non ultima quella di donargli gioielli e preziosi, riusciva così a distrarre e “incantare” il gioielliere vittima sottraendogli monili e gioielli per svariate migliaia di euro.

In particolare a San Benedetto risulta un furto con questo metodo presso la gioielleria di via Mazzocchi dove sono stati sottratti preziosi per un valore complessivo di circa 50.000 euro e la gioielleria di via Leopardi di Pedaso per un analogo furto per un valore di circa 20.000 euro.

L’attività di Polizia avviata nell’immediatezza, in particolare quella di natura tecnica sulle impronte e gli indizi lasciati dal soggetto, con la visione delle immagini raccolte dalle telecamere a circuito chiuso delle gioiellerie, hanno permesso l’identificazione e l’attivazione delle procedure per la sua ricerca in tutto il territorio nazionale.
Allo “stilista” nei giorni scorsi è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di furto con destrezza. L’ordinanza lo ha raggiunto nel carcere di Chieti dove era stato ristretto da qualche settimana con l’accusa di analoghi furti consumati con la stessa tecnica nella zona di Treviso.

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