SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quella variante deve tornare in consiglio comunale, l’iter non è affatto concluso». Bruno Gabrielli, esponente del Pdl in consiglio comunale ed assessore provinciale al Turismo, tuona contro gli uffici tecnici del Comune e contro l’amministrazione Gaspari.

«Il sindaco dice a noi che siamo incapaci di leggere gli atti, ma qui invece non si fa che assistere ad un modo di fare urbanistica a tentativi».

L’oggetto del contendere è la variante all’articolo 29 delle norme attuative del piano regolatore. Per i comuni mortali, la norma studiata dal Comune apposta per disincentivare le trasformazioni degli alberghi in residence o appartamenti, incentivando i cambi di destinazione in senso contrario mediante la concessione di aumenti di volume.

La Provincia, come per ogni atto urbanistico dei Comuni, deve dare un suo parere non vincolante.
Gabrielli cita una corrispondenza fra gli uffici del Comune e l’oramai ex (si è trasferito alla Provincia di Fermo) dirigente del servizio Urbanistica della Provincia, Ivano Pignoloni. La variante, come prassi, rimbalza fra San Benedetto ed Ascoli da prima dell’estate 2009. Inizialmente i tecnici non concordavano fra di loro sulla natura dei piani particolareggiati inerenti alla variante: solo pubblici per la Provincia, anche di iniziativa privata secondo il Comune.

Per farla breve e non tediare, si può dire che ad un certo punto la corrispondenza epistolare prende una piega definita. Il Comune compie un’interpretazione: il parere tecnico della Provincia può essere assunto mediante il meccanismo del silenzio assenso.

Tutto a posto? Neanche un po’. Pignoloni il 30 dicembre manda una raccomandata al Comune: il silenzio assenso non va bene, secondo il dirigente della Provincia, ma anche se andasse bene non potrebbe considerarsi vigente la variante mancando dell’approvazione finale da parte del consiglio comunale. In conclusione: secondo la Provincia il Comune sarebbe tenuto a provvedere alla rielaborazione del Piano.

Quanto sarà prescrittiva l’indicazione da parte della Provincia? Ne scopriremo gli effetti tecnici a breve, e potrebbero anche non essere dei cataclismi. Ma la battaglia politica continua.

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