SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Taglio di alcune importanti fermate in stazione dal 13 dicembre scorso, aumento dei prezzi, diminuzione dei rimborsi, eliminazione dei ristoranti. Confindustria vuole mostrare sensibilità al problema, vede tutto nero e annuncia proteste. Anche su questo tema, come sul punteruolo rosso che martirizza le nostre palme, l’associazione degli industriali promuove tavoli di lavoro e sinergie fra enti e istituzioni.

Nella riunione di martedì mattina c’era lo stato maggiore dell’associazione con il presidente piceno Bruno Bucciarelli, Camillo Di Monte per la sezione Servizi, il vicesindaco del Comune di San Benedetto Antimo Di Francesco, Paolo Perazzoli segretario regionale di Confesercenti e Giorgio Fiori per la Confcommercio provinciale.

L’obiettivo di Confindustria è la firma di un documento condiviso con la Provincia di Ascoli capofila, che chieda ufficialmente un incontro con i vertici di Trenitalia. L’idea manifestata dal presidente Bucciarelli è che il Piceno avrebbe dovuto lamentarsi anche prima del recente cambio degli orari. San Benedetto, affermano i confindustriali, merita di più in base alla sua posizione baricentrica nella direttrice adriatica. E non si capisce, continuano, come mai a Pesaro fermino tutti gli Eurostar che fermano anche nelle tutto sommato vicine Ancona e Rimini.

L’aumento dei prezzi è sotto gli occhi di tutti, poi. Questo fa perdere utenti al trasporto ferroviario. C’è la questione dei rimborsi. Secondo quanto dice Confindustria, se prima si aveva diritto al rimborso del 50% del costo del biglietto in ragione di 25 minuti di ritardo del treno, ora il rimborso è sceso fino alla quota del 30% ma in ragione di un ritardo di un’ora. Poi ci sono i vagoni ristoranti che sarebbero in via di soppressione su alcuni treni, e su questo fronte si teme anche la soppressione dei tradizionali carrellini di bordo con generi alimentari e bevande.

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