TERAMO – In Abruzzo l’agroalimentare è il settore che ha meno risentito della crisi internazionale, facendo registrare nei primi nove mesi del 2009 una flessione dell’export solamente dell’1,93% rispetto al ben più negativo dato della media nazionale che si è assestata su un -4.23%. Fermo restando che la pasta è il prodotto abruzzese più venduto all’estero, è stato soprattutto il vino di casa nostra a far registrare una performance di assoluto rilievo nei primi nove mesi del 2009 con un incremento del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2008, a fronte di un decremento dell’export nazionale del 5,7%.

Circostanza ancora più importante se si considera che le produzioni vinicole di altre regioni come Piemonte, Toscana e Veneto hanno visto, invece, restringersi la loro quota di mercato. Nel periodo 2003-2008, invece, l’export abruzzese era passato da 234 milioni di euro di fatturato a 339 milioni di euro con una crescita del 44% in appena sei anni. Sono alcuni dei dati più significativi messi in evidenza nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione dell’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, e del presidente del Centro Estero delle Camere di Commercio abruzzesi, Daniele Becci.

L’occasione è servita anche per presentare l’attività promozionale all’estero prevista per il 2010 per il settore agroalimentare abruzzese. «Il programma è il frutto di una forte sinergia tra Regione, Arssa, Centro Estero delle Camere di Commercio e privati – ha spiegato l’assesore Febbo – e vedrà il meglio della produzione agroalimentare regionale apparire negli stand di almeno una decina tra le più importanti manifestazioni fieristiche del mondo». Si va infatti dal Winter Fancy Food di San Francisco al Prodexpo di Mosca, dal Foodex Japan di Tokio all’International Food & Drink Expo di New Delhi. Intanto, il prossimo 16 febbraio si farà tappa anche a Pescara con il Road Show dei Vini. «Tuttavia – ha rivelato l’assessore Febbo – stiamo lavorando anche per essere presenti a Shangai, in Cina, in collaborazione con l’assessorato allo Sviluppo economico. Del resto, oltre ai consueti mercati internazionali – ha aggiunto – ci interessa far conoscere i nostri prodotti di eccellenza anche a quelli emergenti come India e Brasile soprattutto per quanto riguarda i vini».

Il costo dell’intera operazione è di 825 mila euro. E’ pari a 253 mila euro l’apporto finanziario della Regione mentre il Centro Estero delle Camere di Commercio copre una quota di 229 mila euro. I restanti 333 mila euro sono a carico dei privati. «Spesso l’agroalimentare abruzzese viene identificato solo con pasta, vino e olio d’oliva – ha precisato Febbo – ma non è corretto visto che, ad esempio nel 2008 la voce principale dell’export regionale è costituito da altri prodotti, soprattutto ortaggi, per il 35,47%. Un dato che significa diversificazione delle produzioni – ha concluso – e quindi più possibilità di penetrazione dei mercati».

 

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