MARTINSICURO – «Avevamo detto già all’epoca che il bando per l’affidamento della concessione all’Anffas era impugnabile, ma non fummo ascoltati e anzi attaccati su più fronti. Se ora i ragazzi e le famiglie dell’associazione hanno ricevuto una profonda delusione per la mancata costruzione dello chalet devono, ringraziare soprattutto Micozzi, Vagnoni e Monti, che li hanno illusi promettendo di dare quanto invece non era in loro facoltà di concedere». Toni Lattanzi e Gianfranco De Luca, dell’ex An di Martinsicuro ripercorrono le ultime fasi della travagliata vicenda del progetto “Adriatico Handisport 2000”, lo stabilimento balneare per disabili dell’Anffas che si sarebbe dovuto realizzare nella concessione assegnata dal Comune nei pressi della rotonda di via dei Pini.

Una storia, quella dello chalet altamente attrezzato che, cominciata circa dieci anni fa, si è protratto fino ad oggi tra lungaggini burocratiche ed intoppi amministrativi. Il progetto fu approvato nel 1999 dalla Regione Abruzzo e successivamente dalla giunta Micozzi; ricevette poi dall’amministrazione Maloni la concessione demaniale 38 all’interno del Pdmc, che fu però ritirata nel 2007 dall’amministrazione Di Salvatore, sia perché l’area in questione sarebbe stata soggetta a forte erosione sia perché ci sarebbero state delle irregolarità nella procedura di assegnazione della stessa. Dopo aver individuato un nuovo sito idoneo, si procedette alla stesura di un bando pubblico per l’assegnazione dell’area ad associazioni che operano con disabili, che fu vinto poi dall’Anffas.

«All’epoca – prosegue Lattanzi – noi di An votammo a favore solo per spirito di coalizione, anche se non eravamo d’accordo. Innanzitutto perché ad una sola struttura balneare idonea per i disabili avremmo preferito l’abbattimento delle barriere architettoniche in tutte le altre  presenti sul territorio, e poi perché avevamo dei dubbi sul bando in questione: era troppo restrittivo e poteva essere impugnato da eventuali associazioni escluse. Nonostante la presenza di tre legali (Di Salvatore, Vagnoni e la segretaria comunale Colangelo, ndr) non ci si è accorti che non si stava rispettando una direttiva della Comunità Europea».

Nella sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della Piccola Cooperativa Golden Star di Martinsicuro si legge che «trattandosi di bando relativo a concessioni di beni pubblici, implicante l’esercizio di attività di rilevanza economica, non sono derogabili i principi fissati dalla Comunità europea in relazione agli obblighi di parità di trattamento e trasparenza».

«Non è pertanto ammissibile – prosegue – che il bando preveda un regime di favore nei confronti di associazione pur munita di sue proprie peculiarità organizzative o finalistiche, in violazione del principio di concorrenza cui tutto il sistema dei contratti pubblici deve essere informato». In pratica, al bando per la concessione demaniale avrebbero dovuto concorrere tutte le associazioni che operano nel sociale, e non soltanto quelle che si occupano di disabili.

«Se ci avessero dato retta invece di accusarci di mettere i bastoni tra le ruote – prosegue Lattanzi – non si sarebbero persi due anni di tempo fino ad oggi, senza considerare quello che necessiterà ancora per rimettere le cose a posto». Molto probabilmente ora i prossimi passaggi saranno quelli di un nuovo bando e una variante al vigente Pdmc.

La cooperativa Golden Star, che ha impugnato il bando contro l’Anffas è al suo terzo ricorso: il primo – che poi è stato rigettato dal Tar – era stato redatto contro il Pdmr, cioè il piano di spiaggia varato nel 2004 dalla Regione Abruzzo, perché non assegnava spazi alle associazioni. Il secondo contestava il Pdmc della giunta Maloni, ma è stato dichiarato inammissibile ed il terzo, quello che oggi interessa l’Anffas e che è stato accolto, mirava a garantire l’accesso al bando a tutte le associazioni e cooperative che operavano nel mondo del sociale e del volontariato.

 

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