SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Popolo della Libertà si scaglia contro Antonio Felicetti. Senza mezze misure, senza eccezioni e con definizioni che non lasciano spazio ad alcun dubbio.

«Traditore», «specialista in ribaltoni» ed, addirittura, «neo-assessore all’Urbanistica». Si sprecano gli epiteti per il rappresentante del Partito Repubblicano, oggi a sorpresa nuovo braccio destro di Gaspari e della sua amministrazione.

Un’amministrazione definita «abusiva» dall’opposizione, proprio perché priva, dallo scorso 23 dicembre, degli uomini e del programma che nel 2006 contribuirono a metterla in piedi.

L’ira nei confronti di Felicetti, è legata ovviamente alla singolare presa di posizione di quest’ultimo in favore della mega variante urbanistica supportata dal primo cittadino, che scaturirebbe dall’eventuale accordo di programma legato al reperimento della zona per la “grande opera” offerta dalla Fondazione Carisap, intenzionata ad investire 10 milioni di euro nel territorio sambenedettese.

Il consigliere repubblicano qualche giorno fa aveva giudicato «irrealizzabili le idee di Bellagamba, per via di una sentenza del 2006 del Consiglio di Stato, che bocciava lo strumento della perequazione urbanistica».

«Balle» per Bruno Gabrielli, considerato che «non c’è, stando alle carte, nessuna sentenza che infici la bontà della perequazione». «Fa comunque riflettere – continua l’assessore provinciale al Turismo – la metamorfosi di Felicetti, che argomenta le proprie nuove posizioni con riferimenti a casi che lo sconfessano».

La domanda è quindi ricorrente: per quale motivo, dopo tante battaglie nel verso contrario, oggi Felicetti mette in cantina il Piano Regolatore e sposa la linea di Gaspari? Un Gaspari che allo stesso tempo – e sempre a detta del Pdl – pare aver rimosso i tempi in cui auspicava l’attuazione del Prg.
«Nella scorsa campagna elettorale – interviene Luca Vignoli – il sindaco diceva “no alla cementificazione e sì alla trasparenza del tessuto urbano”. Mi chiedo poi come può un’amministrazione pensare di operare su un terreno non di sua proprietà. Si parte da una situazione di illegittimità. Non si lamentasse dopo Gaspari se dovesse ricevere esposti o denunce».

«Dove sono i Verdi?», si domanda invece Pasqualino Piunti: «Anziché ribellarsi, scopriamo che benedicono questa variante. Dopo la figuraccia ottenuta col Piano di Spiaggia, si apprestano a bissarne un’altra».

Successivamente, il vicepresidente della Provincia lancia un ammonimento: «Siamo dei liberali e di conseguenza non abbiamo nulla contro i privati. Ma chi ha vuole mettere a disposizione delle aree, manifesti questo desiderio in modo limpido». Immancabile la consueta battuta: «Felicetti si comporti come crede, non è più un nostro problema. Lo è stato per anni».

Gli affondi dei consiglieri del Popolo della Liberta terminano infine con l’ironica consegna ai giornalisti di un articolo scritto proprio dal “transfuga” repubblicano per “Il Faro” (brochure periodica edita dall’opposizione consiliare) lo scorso mese di giugno. Citando diverse tematiche, tra le quali la risoluzione del grave problema della viabilità, l’ex esponente di minoranza scriveva: «Questi sono, per sommi capi, i problemi che avremmo già avviato a soluzione se l’amministrazione Gaspari avesse completato l’iter del Prg predisposto da Martinelli». Giravolte della politica.

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