GROTTAMMARE – Torniamo a parlare delle sabbie scure e del ripascimento, questa volta ascoltando il parere di un’attivista fermano, Daniele Colò, iscritto del Partito Democratico, blogger e «cittadino fermano indignato» come si autodefinisce. Colò aggiunge alcuni particolari sulle operazioni eseguite e fa chiarezza su altre, affiancato dal consigliere comunale del Pd Luigi Montanini, che sull’argomento è stato uno dei maggiori oppositori.

Come mai sia stata scelta Marina Palmense per il deposito della sabbia destinata al ripascimento?

«Ufficialmente il motivo della scelta sono i soldi che il privato paga al Comune per l’affitto dell’area, e la realizzazione di alcune opere pubbliche (pulizia fossi, costruzione di una strada): non risultano altre motivazioni. In corso c’è un procedimento penale quindi la magistratura farà, auspicabilmente, chiarezza».

Quell’area è risultata essere un’Oasi ambientale, il sindaco Di Ruscio ne era a conoscenza? Che ruolo ha avuto la Provincia?

«La Provincia è stata sempre contraria: la dirigente competente ha persino intimato e diffidato Comune ed impresa a sospendere l’attività di deposito. Inascoltata. Il sindaco era perfettamente a conoscenza dell’esistenza dell’oasi faunistica».

Secondo il documento della Regione, Arenaria srl avrebbe dovuto utilizzare lo spazio a Marina Palmense soltanto per il deposito della sabbia e, al contempo avrebbe dovuto realizzare – altrove – dei piloni. Dall’altra parte alcuni membri del Pd fermano hanno dichiarato che «all’inteno dell’area era stata rilevata l’esercizio di una attività di produzione di grossi manufatti in calcestruzzo per motivi e finalità non definite»?

«La questione è stata parzialmente  chiarita. Il consigliere Montanini ha presentato un’interrogazione in merito e nell’ultimo Consiglio Comunale del 22 dicembre il sindaco ha spiegato che i manufatti esarebbero stati necessari per le opere di consolidamento delle scogliere esistenti. L’attività comunque non era stata autorizzata ed il Comune ha pertanto elevato una sanzione amministrativa. Così come ha richiesto il pagamento di alcune penali per il ritardo con il quale ha ripristinato e riconsegnato l’area al Comune».

Come viene vissuta questa esperienza dalla cittadinanza? A Grottammaree in genere nella Riviera delle Palme molte persone sono indignate ed accusano l’amministrazione comunale, la Provincia e la Regione per il progetto di ripascimento con le sabbie scure. I partiti invece come rispondono?

Risponde il consigliere Montanini: «I fermani purtroppo non mi paiono molto indignati, invece. Probabilmente non si rendono conto dello spreco di risorse economiche pubbliche. Per quanto riguarda i partiti a Fermo i Ds prima e il Pd poi hanno fatto una battaglia durissima dentro e fuori il Consiglio arrivando agli esposti alla magistratura. A mio avviso le maggiori responsabilità sono da imputare alla Regione e ai suoi funzionari, la scelta del ripascimento è tutta loro, ma per l’ubicazione del deposito a Marina Palmense la responsabilità è tutta del sindaco Di Ruscio che, come risulta dagli atti pubblici, si è proposto direttamente. Bada bene: questo è avvenuto prima che la Regione emanasse il bando di gara per la fornitura della sabbia. Era forse un veggente? Con i pareri e autorizzazioni (alcune, ma non le più importanti di tipo paesaggistico e urbanistico) rilasciate a tempo record. È strano che Di Ruscio, sempre pronto ad attaccare ad ogni pie’ sospinto la Regione (“rossa e matrigna”) questa volta abbia giocato la parte del complice interessato. Forse troppo interessato?».

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