CUPRA MARITTIMA – Una fiaba dal titolo “Giovanni e la principessa triste” dello scrittore e giornalista Antonio De Signoribus è uscita nella prestigiosa collana “La Luna”. La fiaba è tratta dal libro dell’intellettuale cuprense “Fiabe e leggende delle Marche” edito recentemente dalla Newton Compton, con prefazione di Sanzio Balducci, Università di Urbino. Anche un altro racconto “Giovanni e il mare” ha visto la luce nella collana, nel 2005.

Studioso da anni della fiaba popolare, De Signoribus ha pubblicato “La meraviglia del borgo” con prefazione di Franco Cardini, Università di Firenze, e molti articoli e saggi sull’argomento. Si ricordano ”La fiaba popolare marchigiana” (In Antiqua, rivista nazionale dell’Archeoclub, 1988), e “Nelle perle di vetro della fiaba si riflette l’universo” (In Atti del Convegno di Studi, Immagini della memoria storica, Montalto Marche, 2004).

La cartella, oltre alla fiaba “Giovanni e la principessa triste” che racconta la storia di un umile ragazzo che riesce a conquistare la bella principessa che non ride mai, contiene un’acquaforte originale, sulla fiaba di Antonio De Signoribus, di Alfredo Pirri tirata dall’artista in 130 esemplari numerati. Pirri è nato e vive a Porto San Giorgio. Gli oli e gli acquerelli di Pirri, raffinatissimi dipinti in stile naif, sono la rappresentazione di un mondo rurale rimasto fermo nel tempo. Altrettanto efficace è il segno dell’artista Pirri incisore che, con la stessa grazia, ripropone nelle acqueforti il suo mondo e che, con la mano sicura dalla lunga pratica, sa rendere accurato, oltre che poetico, il suo fare. Molte le mostre, in Italia e all’estero, alle quali ha partecipato fin dal 1976. La collana “La Luna” è curata dall’Associazione Culturale “La Luna”, nata nel 1997 dalla volontà comune di un gruppo di amici, artisti e letterati marchigiani, ritrovatosi presso le Grafiche Fioroni di Casette d’Ete, nel Fermano. L’Associazione segue un’idea progettuale di dialogo tra arte e letteratura. Le Edizioni, rigorosamente limitate, vengono realizzate, in gran parte, con sistemi di stampa tipografica, cioè con clichés a rilievo o con caratteri mobili; le incisioni sono stampate dagli artisti su carta pregiata, esclusivamente a mano su torchio calcografico.

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