SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo da

Mario Narcisi, consigliere comunale dei Socialisti, che ha abbandonato la maggioranza

Ritengo doveroso rendere noto ai cittadini e alle forze politiche, i motivi che mi hanno indotto a non partecipare al Consiglio Comunale del 23 dicembre scorso. La mia assenza quindi non è dovuta ad un mio comportamento omissivo o ad una mia negligenza del rispetto che devo al ruolo che ricopro.

La mia astensione è stato un modo per meglio evidenziare alla cittadinanza quale maggioranza si sarebbe costituita per l’approvazione del bilancio e per manifestare in maniera positiva il mio dissenso sul modo di procedere della maggioranza di cui faccio parte; non sono stato demandato per assistere passivamente alle decisioni che vengono prese nei corridoi da pochi preferiti e che poi vengono discusse in maggioranza con un semplice movimento del capo atto a dimostrare l’approvazione di quello che si è dovuto ascoltare.

Ma venendo al punto, il mio primo dissenso è dovuto al fatto che in questa città non si vuole dar seguito agli accordi presi con gli elettori.

Voglio ricordare al sindaco Giovanni Gaspari che quando si prendono impegni di programma (il programma elettorale) questi vanno rispettati sia nei confronti della cittadinanza sia nei confronti dei partner di governo. Mi riferisco essenzialmente all’approvazione del Piano Regolatore Generale, questo fantasma che stranamente compare di giorno ma sparisce di notte: il giorno 11 febbraio 2009 compariva davanti alle edicole la locandina Gaspari: è ora di fare il Prg e ciò avveniva all’indomani dell’annuncio dell’abbandono del Prg, dato nella riunione di maggioranza della sera prima… Mi pare di ricordare Penelope che di notte disfaceva ciò che di giorno faceva vedere che costruiva…

Il Prg è il primo elemento che detta le norme di sviluppo organico della città ed è preordinato al rispetto degli interessi della cittadinanza ad impedire, favoritismi, clientele, obrobri e cementificazioni senza controllo. Ma a San Benedetto del Tronto il Prg non viene coltivato, seguìto, insomma non è voluto!

Il mio dissenso si è ulteriormente aggravato con la constatazione del modo di portare avanti certi Piani urbanistici particolareggiati, tutti naufragati:

a- il Piano di Spiaggia (con tutte le mie osservazioni fatte, discusse e rigettate ma puntualmente poi condivise dalla Regione);

b- il Ballarin (ho dovuto salvare la mia faccia personalmente nei confronti della Fondazione Carisap che aveva censurato il mio dire nell’adunanza pubblica);

c- l’articolo 29 della Legge Regionale per la riqualificazione degli hotel: a San Benedetto del Tronto non esiste un Piano degli Alberghi, ma v’è un Progetto degli Hotel, inorganico, clientelare direi quasi privatistico;

d- le modifiche all’articolo 48 sui Servizi Pubblici di Quartiere;

e- la Torre alla Santissima Annunziata (Norme Transitorie di Attuazione);

f- la litigiosità con gli organismi della Provincia e della Regione. E il mio dissenso ha raggiunto l’esasperazione per la noncuranza con cui sono state esaminate le Proposte e Interpellanze del Partito Socialista, sottoscritte, dopo tanto trattare, da entrambi i Consiglieri comunali socialisti, ammesse alla discussione in maggioranza dopo sette mesi di anticamera, di ostacoli procedurali e stranamente sono stato e sono solamente io a lamentarmi di tale fatto e per questo mi si vuole sottoporre al giudizio dei probiviri.

Ma, caso quanto mai strano, si noti che quel documento conteneva, tra l’altro, le stesse richieste ora accolte dal consigliere di centrodestra, professor Antonio Felicetti, che ha sorretto la maggioranza in occasione dell’approvazione del bilancio!

Al Partito Socialista si dice NO e fa parte della maggioranza! A Felicetti si dice sì, e fa parte della minoranza, che però aiuta la maggioranza! Un interrogativo è d’obbligo! Dissento, poi, perchè non sono state inseriti nel Bilancio e nel programma i criteri di priorità e l’elenco delle opere pubbliche da portare avanti così come avevo richiesto per non disperdere le scarse risorse disponibili, dando la precedenza alle situazioni più disastrate della città

Sarebbe bastata un po’ di onestà intellettuale per vedere che Via Ugo Bassi o Via Curzi non rappresentano le priorità della città, oggetto di riqualificazione, di fronte alla situazione di altre vie del Centro (per rimanere nello stesso ambito) o dell’Agraria o del Paese Alto o di Porto d’Ascoli mare.

Inutile, poi, parlare dei deplorevoli fatti accaduti in occasione dell’ultimo consiglio comunale con la scorrettezza sull’ora di inizio della convocazione che ha creato dubbi sulla legittimità dell’operato. C’è poco da fare trionfalismi. Conservo ancora il messaggio della convocazione sul telefonino. Quattro fatti gravissimi e documentati che evidenziano, politicamente parlando, la caratteristica più deplorevole, di questa Amministrazione: la scorrettezza, la mancanza di lealtà verso i singoli e verso la città.

Devo poi spendere ancora due parole che tendono a esprimere il mio dissenso su quell’operazione di cui si parla e che mira a trovare l’area disponibile per la realizzazione dell’opera proposta dalla Fondazione Carisap facendo ricorso a privati che dovrebbero cedere l’area a favore del Comune in cambio di chissà che cosa; mi sembra una manovra, come da qualcuno già paventato, per reintrodurre i Prusst e condizionare il territorio della Città prima ancora dell’approvazione del Prg.

Personalmente sono del parere che sia corretto, giusto e legittimo trovare nel Prg, lo spazio comunale da destinare alla Carisap. E penso che le possibilità ci siano. Anzi, ci sono, proprio alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il reclamo proposto dal Comune. Ma temo che nulla conti, in seno a questa amministrazione, il 7% dei consensi riportato dal Partito Socialista che io voglio sia tenuto nella giusta considerazione.

Ora il Sindaco Gaspari la sua maggioranza se la tenga stretta e governi pure con forze appartenenti all’altro schieramento della destra che non lo hanno eletto. Dialoghi pure con loro. Un sindaco che non ha più la sua maggioranza, specialmente con questo sistema elettorale del bipolarismo, se ha un po’ di dignità, si dimette. Non tradisce il voto elettorale. Non ricorre al mercato e a faccende per ottenere un consenso che non ha per governare a tutti i costi senza seguire gli interessi dei cittadini.

Stando così le cose, io sono libero. Mi sento libero di decidere nell’esclusivo interesse di coloro che rappresento. Le nostre richieste erano chiare: volevamo e vogliamo seguire la via maestra del Programma, del Prg, delle regole e delle priorità. Solo così si può e si deve governare. La città vuole, esige e pretende le regole (avrebbe fatto bene il sindaco a sentire questa estate, alla Palazzina Azzurra, Gherardo Colombo, alla presentazione del suo libro). La città è di tutti i cittadini e io sento di battermi sempre per tutti i cittadini che la abitano e non per i pochi che la vogliono possedere o sfruttare a loro piacimento.

Infine mi rivolgo al sindaco: quando parlo in Consiglio Comunale, non parlo mai a nome personale (come è stato riferito nell’Assemblea del Pd) ma come consigliere comunale e come rappresentate di quelli che mi hanno dato questo mandato; mi riferisco alle osservazioni, non accolte, presentate al Piano Casa del Governo, ove avevo chiesto la riperimetrazione del centro storico o un piano particolareggiato che giovasse a tutta quella gente che abita a San Benedetto, dall’Albula a Via Manzoni e dalla Nazionale al Porto, e a Porto d’Ascoli centro. Sono pronto a collaborare e a dare il mio apporto ma la linea che deve seguire il governo della città è data dal rispetto delle norme e intendo dire con questo il rispetto degli accordi elettorali, il rispetto del programma e delle priorità e primo fra tutte l’approvazione del Pgr.

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