SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Raffreddato ed afono, ma ugualmente incisivo e irrituale. Nonostante l’influenza, Vittorio Sgarbi non si è smentito ed in un auditorium comunale stracolmo si è soffermato sui temi principali della sua ultima fatica letteraria, “L’Italia delle meraviglie“, da lui definita una guida artistica atipica del Belpaese.

Un’opera «sghemba ed irregolare», ma tutta al positivo, pronta a «sottolineare la bellezza di luoghi che magari altri non avrebbero mai calcolato». Perché per Sgarbi essere italiano è un orgoglio, un orgoglio da rivendicare.

«Provo dispiacere per chi non lo è. Non vorrei essere di nessun altro Stato che non sia questo». Dichiarazioni d’amore insolite per una terra abituata in genere a disistimarsi. «Da Eco a Corona, il passo è breve», ha spiegato il sindaco di Salemi. «Personaggi diversi, opposti sotto ogni profilo, che però si uniscono nella vergogna di essere nati qui».

“L’Italia delle Meraviglie” è dunque una sincera “cartografia del cuore”, come recita il sottotitolo. Trattasi di una continua ricerca dell’ignoto, di un patrimonio artistico rintracciabile in ciascun piccolo comune della penisola, pure nel più sperduto, ma qualche volta trascurato e addirittura sconosciuto. Una vera e propria guida turistica, da tenere con sé durante un viaggio o una vacanza.

Non sono però mancati pesanti affondi sull’architettura contemporanea, rea di aver annientato in soli cinquant’anni tutto ciò che di buono e prezioso era stato costruito nei secoli precedenti. Strutture armoniche e semplici, distrutte da ripetute speculazioni edilizie.

Critiche convinte, che hanno riguardato anche la sala “Tebaldini” che lo ospitava: «Possibile realizzare un Auditorium più brutto di questo? Nemmeno un maniaco sessuale oserebbe progettarlo».

Sgarbi, provocato dalla platea, s’è poi scagliato contro Letizia Moratti con un epiteto dei suoi (colpevole di averlo rimosso dall’incarico di assessore alla Cultura di Milano nel 2008 e di aver successivamente portato avanti tutte le manifestazioni da lui programmate e sponsorizzate), Sandro Bondi (inadatto a ricoprire il ruolo di Ministro dei Beni Culturali in quanto «troppo legato alle logiche del partito che lo ha eletto») e Renato Schifani, con il quale sarebbe disposto a scambiare le attuali funzioni: «Io al Senato, e lui alla guida di Salemi!».

Presenti alla serata, organizzata dalla “Bibliofila” e moderata da Gino Troli, il sindaco Giovanni Gaspari (arrivato a presentazione quasi conclusa), l’assessore alla Cultura Margherita Sorge, Pietro Colonnella e Paolo Perazzoli. A notte inoltrata, Sgarbi si è infine recato a cena nella vicina Montedinove. Viaggio questo più volte ricordato oggi nella trasmissione di Raidue, “Il fatto del giorno”, della quale era ospite.

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