SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Critiche a tutto tondo sul bilancio di previsione 2010 approvato il 23 dicembre dal consiglio comunale, parole trancianti e argomentazioni da leader di opposizione. Eppure sono (formalmente) esponenti di maggioranza. Due consiglieri del Partito Democratico, area ex Margherita, corrente Sandro Donati: Libero Cipolloni e Nazzareno Menzietti, un socialista, Mario Narcisi.
Ecco cosa pensano del bilancio di previsione 2010. In consiglio comunale il 23 dicembre non sono intervenuti e non hanno partecipato al voto. Lo fanno ora, con un comunicato denso e critico.
«Un Bilancio vuoto senza l’individuazione di nessuna convincente strategia di programmazione; del Piano Regolatore si sono perse le tracce nell’agenda politica: un Prg concordato, annunciato ma mai voluto. Risultano ancora incompiute diverse opere: il parcheggio del Paese Alto, piazza San Pio X, il piano di assetto idrogeologico, le piste ciclabili, la Bretella di Santa Lucia, il piano alberghi, il lungomare nord e molte risultano incomplete o non previste nell’accordo di programma. La stessa zona Brancadoro di cui si è discusso e si è individuata come possibile area per l’eventuale investimento della Fondazione Carisap, non è di proprietà del Comune, forse è il caso di riflettere prima di arrivare a conclusioni affrettate in modo da non creare una situazione Ballarin 2».
Sulla riforma Xilo che ha riorganizzato gli uffici del Comune, Narcisi Cipolloni e Menzietti non sono meno duri: «Ha portato scompiglio tra i dipendenti peggiorando quindi la funzionalità della macchina comunale a monte di decina di migliaia di euro spesi in consulenze esterne che permangono e gravano sulle casse comunali. Non sono previsti fondi per la formazione professionale dei dipendenti, strumenti necessari per la riqualificazione e l’aggiornamento dei nostri tecnici, dispositivi con cui si potrebbe evitare di ricorrere ogni volta alle consulenze».
Critiche poi verso gli stanziamenti di bilancio per l’imprenditoria giovanile («solo 20 mila euro per la creazione di impresa, cifra ridicola se crediamo che i giovani possano essere una risorsa»), lavori nei quartieri («i soldi impegnati per il bilancio partecipato, in verità sono gli stessi utilizzati per la manutenzione ordinaria della città»), fondi per il sociale («i fondi ci sono, è molto ma non è abbastanza, non è mai abbastanza per i nostri anziani, per le fasce deboli, resta ancora elevata la richiesta di alloggi popolari e di edilizia convenzionata»).
Il giudizio complessivo è impietoso, dicono i tre dissidenti («non si affrontano i nodi dello sviluppo della città e le emergenze determinate dalla crisi e l’amministrazione fatica a centrare gli obiettivi»), il futuro prevede ulteriore dissidenza. Ecco infatti il messaggio finale di Narcisi, Cipolloni e Menzietti: «Siamo stati critici nell’approvazione del bilancio non partecipando al voto, continueremo ad esserlo svolgendo la nostra funzione in maniera vigile e propositiva».

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