ANCONA – «Non possiamo accettare che le Marche vengano emarginate dal grande traffico ferroviario». Il Presidente della Regione Gian Mario Spacca ha preso parte alla protesta sui binari che è avvenuta martedì 29 dicembre alla Stazione di Ancona, contro i tagli effettuati con l’orario invernale. Una manifestazione per chiedere il diritto alla mobilità e alla qualità dei servizi.

«Chiediamo – ha dichiarato Spacca – l’apertura di un tavolo al Ministero dei Trasporti con l’amministratore delegato di Trenitalia Moretti e le altre Regioni della dorsale appenninica interessate per avere un piano a lungo termine per l”interconnessione dell’Italia centrale con i collegamenti nazionali e internazionali su ferro».

Ha proseguito il presidente: «Se ci sarà un’apertura in questo senso siamo disponibili a integrare con treni regionali il contratto di servizio siglato con Trenitalia il 13 novembre scorso in modo da intervenire su problemi quotidiani e garantire migliori servizi ai pendolari. Basta subire le scelte e i tagli di Trenitalia, le Marche devono alzare la testa e pretendere più attenzione».

Insieme a Spacca hanno partecipato alla manifestazione anche l’assessore ai Trasporti Pietro Marcolini, gli assessori Benatti, Amagliani e Rocchi e numerosi consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, le Province e i Comuni della costa adriatica.

Tantissimi i sindaci presenti, c’erano anche parlamentari marchigiani fra cui Magistrelli, Amati, Favia e Agostini, oltre naturalmente a tutte le organizzazioni sindacali dei Trasporti, Orsa e le associazioni pendolari e dei consumatori.

Con slogan come “No all’emarginazione del territorio”, “No treni No parti”, “Non solo alta velocità”, c’erano un centinaio di persone sul primo binario che, all’unisono, con le istituzioni in testa, hanno chiesto al ministro di intervenire subito.

Si tratta infatti di scelte che oltre tutto danneggiano anche altre regioni come l’Abruzzo che non vengono nemmeno coinvolte come le Marche negli investimenti dell’alta velocità, unica cosa che sembra interessare al momento Trenitalia.

La manifestazione ha visto coinvolti al di là del partito di appartenenza, politici di sinistra e di destra. «Questo a dimostrazione – ha spiegato Marcolini – di quanto sia sentito il problema dei pendolari che si sono visti scippare dal 13 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale, circa trenta fermate soppresse lungo la dorsale adriatica costringendo l’utenza a sacrifici ulteriori e imprevisti».

Ha concluso l’Assessore: «La nostra è una protesta ma anche una proposta che ha due sbocchi. Uno istituzionale, ovvero la presenza qui dei parlamentari anticipa l’iniziativa presso la Commissione Trasporti e il Ministero. Non bisogna dimenticare che il Governo è l’azionista solitario delle Ferrovie e quindi il primo responsabile del definanziamento per gli interventi sull’Adriatico. L’altro riguarda invece il ripristino immediato degli orari con l’integrazione della regione Abruzzo e di eventuali mezzi sostitutivi e integrativi per non far venire meno i collegamenti per i pendolari».

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