SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Questo è il giorno in cui ricordiamo tutte le vittime del mare, a partire da una data che è rimasta nella memoria collettiva e in quella individuale di chi c’era». Così il sindaco Gaspari, durante la cerimonia che si è svolta durante la mattina del 23 dicembre al molo nord, nel punto in cui sono affisse le lapidi che ricordano tutti i caduti in mare. Il 23 dicembre 1970, in particolare, affondava il motopeschereccio Rodi, una delle tragedie più gravi che la città abbia subito.

«Proprio quell’episodio – ha aggiunto il sindaco – è stato quasi un simbolo della lotta impari tra l’uomo e il mare. In quella circostanza, come in occasione di altre sciagure che colpiscono la marineria, è l’intera città che si stringe intorno al porto, per testimoniare la forte vicinanza alle famiglie di quelli che qui lavorano».

Benedetta Trevisani, presidente del Circolo dei Sambenedettesi, ha ricordato sia il recente libro di Silvia Ballestra “I giorni della rotonda”, che parte proprio dalla vicenda del Rodi, sia le ricerche che la sua associazione conduce in tutta Italia per ricostruire la memoria di tutte le tragedie cittadine.

Il comandante della Capitaneria di Porto Daniele Di Guardo, a sua volta, ha sottolineato la vicinanza al mondo della marineria dei militari impegnati per la tutela della navigazione e la sicurezza degli uomini di mare. Una vicinanza testimoniata in questa occasione anche visivamente, con la presenza di tutti gli ufficiali della Guardia Costiera sambenedettese.

Il cerimoniere vescovile don Fabrizio Luzi, viceparroco della parrocchia della Madonna della Marina, ha impartito la sua benedizione ai presenti, tra i quali familiari di vittime del mare, cittadini, rappresentanti dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale.

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