MARTINSICURO – Spazzatura, vecchi pali della luce, gomme d’auto e persino barche. Tutti lasciati all’abbandono in diverse zone di Martinsicuro. Ma  non solo: ai rifiuti di varia natura si aggiungono strade e marciapiedi spesso divelti e resi impraticabili dalle radici degli alberi, che contribuiscono ad offrire uno scenario poco edificante per la città. A denunciare il degrado in cui versano alcuni punti di Martinsicuro (e in particolare la zona Tronto) è il gruppo di opposizione di Città Attiva, attraverso una serie di foto pubblicate sul sito dell’associazione.

I cittattivisti descrivono «lo stato di desolante abbandono in cui versa l’area nord a ridosso del depuratore», mentre via Marconi è «praticamente inguardabile» per via di numerose criticità.

«Sugli straordinari avvallamenti immortalati in via Colombo ogni commento appare superfluo – aggiungono – come pure sul vetro infranto della pensilina di Piazza Cavour che da oltre due anni costituisce il simbolo più compiuto della noncuranza di chi amministra la nostra città».

«Al di là della disponibilità dei fondi – proseguono – la cui esiguità non si giustifica nel momento in cui vengono spesi male, il fatto grave è rappresentato dalla totale mancanza di un interesse tangibile a voler risolvere situazioni di questo tipo. Tentare di ripristinare il decoro urbano non rientra nelle priorità di chi ci amministra».

E se la maggioranza Di Salvatore ha approvato una delibera di giunta con cui si stabiliscono gli interventi di manutenzione sul territorio e i relativi costi per l’anno 2010, Città Attiva confronta l’atto con quelli relativi al 2008 e al 2007, ritenendo che ci si trovi di fronte ad «un’elencazione identica a quella dei due anni precedenti, sintomo evidente di un immobilismo dai contorni inquietanti. Se chi amministra – concludono – non si ingegna per reperire fondi o per realizzare delle consistenti economie finalizzate al riassetto del territorio, si rischia davvero di compromettere anche quel poco di vivibilità che residua da decenni di completo disinteresse della politica per le piccole cose».

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