ASCOLI PICENO – Si è svolto nel primo pomeriggio di oggi il consiglio comunale con il quale Ascoli, insieme ad altri sessanta comuni italiani, entra a far parte dell’associazione “Città per la Fraternità”. L’intento dell’associazione è di mettere in rete i comuni italiani per dare spazio a progetti di fraternità nel proprio territorio per raccogliere l’eredità spirituale di Chiara Lubich, ricordata come la fondatrice del movimento dei focolari,applicata alla convivenza civile e al bene comune.

Lo scorso 12 dicembre infatti la città di Ascoli è stata insignita per la prima volta del  prestigioso premio “Chiara Lubich” per la Fraternità per il progetto “Amolamia città” per aver sperimentato, in questi anni, una realtà a rete con lo scopo di trasformare la città in comunità, attraverso il principio di fraternità.

«E’ un momento importante – sostiene Guido Castelli – perchè il premio fa riferimento ad un’esperienza significativa promossa dall’ associazione amolamiacittà. Questa esperienza si è ulteriormente arricchita con il contatto con le istituzioni. Da qui parte questa sperimentazione cercando un dialogo per poter superare gli schieramenti, diventare un laboratorio politico per fare una sintesi una volta dato spazio a tutte le idee».

«Aderendo a questa associazione – continua il sindaco – dobbiamo impegnarci a seguire quelle linee guida come recita il manifesto appeso sui muri: Come vorremmo la nostra città? Come la sogniamo? Come la sognerebbe un bambino, come la vorrebbe un vecchio? Ma come immaginare la città di tutti?»

«La soluzione è promuovere ad ogni livello lo scambio – conclude Guido Castelli – trovare risorse nuove ed essere capaci di scelte forti. Da questo manifesto è partita l’avventura di mettere insieme tutte le associazioni della città come inizio di un percorso e di un cammino.»

In rappresentanza dell’Associazione “Città per la Fraternità” è intervenuto il vicepresidente Stefano Cardinali che ha ricordato come sia importante portare la fraternità anche in politica come diceva Chiara Lubich, per far si che la ricchezza dell’ altro può portare alla ricchezza della città.

Per il consigliere Amedeo Ciccanti (Udc) è importante che non sia un’adesione soltanto formale e burocratica ma un’ adesione di valori dell’integrazione, vedere nell’altro diverso, un fratello.

«Aderire a questa associazione significa “santificare” un impegno – prosegue l’onorevole Ciccanti – che va oltre le nostre appartenenze politiche. Eliminiamo le schegge che si frappongono tra di noi».

«E’ l’occasione per portare avanti un impegno – conclude il consigliere comunale Valentina Bellini  – che è nella fisionomia di una comunità che fa della democrazia il suo punto fondamentale. Su due temi dobbiamo soffermarci per aderire a questa associazione: uno operare per il bene comune e secondo riconoscere l’altro come parte della comunità».

Sperando che alle parole dette trovino riscontro i fatti il consiglio comunale ha approvato la mozione all’unanimità.

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