SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lucilio Santoni, scrittore e poeta sambenedettese, è molto conosciuto in città, e non solo, per numerose attività culturali di cui è promotore.
Negli ultimi giorni abbiamo visto un progetto, che porta fra gli altri la tua firma, rimbalzare tra critiche e note di sostegno sulla stampa nazionale. Vuoi parlarcene?

Calpestare l’oblio” è una proposta realizzata con il contributo di trenta poeti italiani “contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”. Si tratta chiaramente di una presa di posizione nei confronti della società e della politica, dove il senso di politica è a misura del termine polis, vale a dire città, paese, luogo fisico in cui prende vita una società, e non legato a un colore politico, a una divisione partitica. Possiamo dire che è una rete di connessione fra scrittori che non hanno nessun interesse a parlare di destra e sinistra, ma che al pari sentono di non appartenere a un’idea romantica di artista ripiegato su se stesso, o peggio fra le nuvole, per cui scelgono di esprimere concretamente idee, riflessioni, proposte. Questo progetto, del quale ho parlato con Davide Nota e Stefano Sanchini lo scorso 30 novembre a Grottammare, nel corso di un appuntamento de “I lunedì d’autore”, stranamente ha avuto una risonanza sui giornali nazionali, dal Corriere della Sera all’Unità, a Libero, a Il Giornale, ovviamente con esiti di critica diversi. In larga parte siamo stati tacciati di grossolano anti-berlusconismo, di essere un’oscura “corazzata Potëmkin” di “poeti nostalgici del ’68” (Il Foglio). Questo può far sorridere, e al tempo stesso aprire un’amara riflessione sul valore affidato alla libertà di pensiero dagli organi di informazione legati al governo. Di fatto ci siamo mossi facendo uso non di un colore politico, ma di un semplice e schietto buon senso, usando lo strumento che ci appartiene, la poesia, proprio perché crediamo che con la cura delle parole si può tentare di restituire un valore al linguaggio. La parola ha il meraviglioso potere di incidere sulla realtà, rendendola diversa se possibile. Ci sarà una presentazione del progetto a Roma l’8 gennaio. Per ora tutto il materiale è scaricabile in un e-book che si trova nel sito dell’associazione La gru.org, ma diventerà nelle prossime settimane una pubblicazione per le Edizioni Marte. Sarà il primo lavoro della mia nuova avventura editoriale.

Altre proposte intorno ai libri?

Il 14 dicembre c’è stato un incontro, sempre per i Lunedì d’Autore, presso la biblioteca Rivosecchi di Grottammare, con Antonella Agnoli, una delle principali esperte su scala nazionale della gestione di biblioteche. Si è parlato della possibilità di allontanare l’idea di una biblioteca-archivio di libri polverosi, ma piuttosto rileggere questo luogo come un centro propulsore di cultura, dal momento che riconosciamo nel libro un supporto imprescindibile e nella lettura un elemento non sostituibile da altre forme di acquisizione e comunicazione. Questo incontro anticipa proprio l’uscita in gennaio, per le edizioni Galaad, di un libro per me importantissimo, “Libri e Libertà – la biblioteca di tutti”, che è un lavoro basato su un discorso che Federico García Lorca fece per inaugurare la biblioteca del suo paese natale nel 1931. Il discorso termina augurando ai cittadini “la pace, l’inquietudine spirituale e l’allegria”. In questi termini sintetici io riconosco la tensione della mia attività, e il succo di tutto ciò a cui la cultura deve tendere. Pertanto, faccio mio, sempre, questo augurio.

Cosa hai in programma a San Benedetto?

Due progetti partiranno in gennaio: il primo è composto da 5 conferenze-spettacolo sul tema dell’arte, e con la partecipazione di esperti d’arte e attori, alla Pinacoteca del Mare (Palazzo Bice Piacentini). L’altro è una serie di… chiamiamole conversazioni letterarie, ospitate dalla biblioteca comunale.

Da poco è online la rivista MarcheCultura.com. Come nasce l’idea della testata culturale sul web?

Si tratta di un progetto al quale pensavamo da molto tempo, Gino Troli ed io, e dopo una lunga gestazione abbiamo trovato questa formula, insieme a Giovanni Lattanzi, già direttore della gemella AbruzzoCultura. La pagina vuole essere un luogo di discussione, uno dei tanti strumenti di connessione fra menti e persone pensanti. Non solo, quindi, una vetrina per pubblicizzare eventi, anche se questi saranno presenti e consultabili. Vogliamo dare spazio ai contenuti, all’approfondimento e al dibattito. La partecipazione è libera e auspicata per chiunque voglia offrire un suo contributo. Basta che abbia qualcosa di interessante e sensato da dire.

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