SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 18 dicembre presso il palazzo di giustizia di San Benedetto del Tronto si è conclusa una delle ultime udienze per i due giovani arrestati il 6 agosto scorso dai Carabinieri, nel merito dell’operazione antidroga nel Piceno, denominata “riccio”. Secondo l’analisi chimica lo stupefacente sequestrato contiene un principio attivo di eroina allo stato puro in circa il 50% dell’intera partita. Lo ha definito il professor Rino Froldi dell’università di Macerata che nel merito dell’inchiesta è stato incaricato di individuare la qualità e il tipo di sostanza sequestrata. In attesa del giudizio previsto per il 21 dicembre prossimo, la difesa ha ribadito le sue richieste di rito abbreviato.

Nelle passate udienze è stato possibile ricostruire le dinamiche del fermo attraverso la ricostruzione compiuta dagli autori del blitz. Un‘azione antidroga eseguita alle prime luci dell’alba del 6 di agosto per mano del Comando dei Carabinieri di San Benedetto e Porto d’Ascoli e terminata con il sequestro di un ingente quantitativo di eroina e il conseguente arresto dei due giovani di origine albanese.

L’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti è stata mossa nei confronti di A.K. 29enne, pregiudicato per reati di droga e F. M. 28enne, tuttora in stato di arresto.
Un valore complessivo di circa 750mila euro ed una sostanza stupefacente pura quasi al 50%.

La difesa dei giovani sostenuta dall’avvocato Maurizio Cacaci sin dalle prime battute processuali ha chiesto il rito abbreviato per i due ed ora non resta che attendere le conclusioni del Giudice.

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