SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come uno zoppo che per camminare si aggrappa alle stampelle. Così il centrodestra definisce l’attuale maggioranza, costretta a ricorrere a voti esterni alla propria coalizione per superare il Consiglio Comunale del 23 dicembre.

Un paragone frequente, adoperato dal Popolo della Libertà (riunito al gran completo, anche con il solitamente in disparte Giorgio De Vecchis), dalla Lega e dallo stesso Partito Repubblicano, chiamato a commentare imbarazzato l’autonoma e criticata decisione del consigliere Antonio Felicetti, sempre più intenzionato a “salvare” Gaspari.

«Il partito sfiducerà l’amministrazione – precisa il segretario Pri, Domenico Carnicelli – e ritiene indipendente il comportamento di Felicetti. Le otto richieste poste da quest’ultimo qualche giorno fa, seppur condivisibili, sono errate nel metodo. Così facendo si autorizza infatti ogni singolo consigliere a porre le proprie condizioni e a minacciare la giunta».

Alla lista dei dissidenti si è aggiunto poi Edio Costantini dell’Udc, antagonista di Giovanni Gaspari alle elezioni del 2006 (fu candidato sindaco per An e Udc), ma oggi suo sorprendente sostenitore. «Sono sinceramente imbarazzato da questa presa di posizione», dichiara amareggiato Pasqualino Piunti. «Spinsi i miei elettori a sostenerlo alle passate elezioni comunali ed oggi non so come giustificarmi quando mi chiedono conto della sua metamorfosi».

Il vicepresidente della Provincia si rivolge successivamente allo stesso primo cittadino: «Non è stato capace in tre anni e mezzo di fare nemmeno l’ordinaria amministrazione. Come può pensare di portare a termine tutti questi impegni in appena un anno? Ci sta prendendo in giro». Quindi promette: «Mercoledì non entreremo, ma se il numero legale verrà ugualmente raggiunto, a quel punto parteciperemo al Consiglio e daremo battaglia».

E a chi suppone che il comportamento dei due “ribelli” possa dipendere dalla volontà di evitare un lungo ed ennesimo commissariamento della città, Gabrielli risponde energicamente: «Se la giunta cadesse a Natale, si rivoterebbe a marzo ed il commissario opererebbe appena tre mesi». Lo segue a ruota un ironico Vignoli: «Farebbe comunque meno danni di questa amministrazione comunale».

Per il Pdl quindi il sostegno di Felicetti e Costantini è un’àncora regalata ad un centrosinistra sempre più in alto mare, ed equivarrebbe ad un pessimo servizio alla politica. «Ci troveremmo di fronte al solito teatrino condito dai soliti proclami», concludono Andrea Assenti e Giorgio De Vecchis. «Senza dimenticare il tradimento nei confronti di chi ci ha votato».

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