COLONNELLA – Approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dopo il parere favorevole del Comitato di sorveglianza, il Piano di salvataggio del gruppo Atr di Colonnella. Ad annunciarlo è stato lo stesso commissario straordinario nominato dal Ministero, Gennaro Terracciano che nel pomeriggio di giovedì 17 dicembre si è incontrato con l’assessore al Lavoro, Eva Guardiani, e con i sindacati.
Terracciano ha fornito una serie di informazioni e di indicazioni circa i tempi e le modalità di attuazione del Piano stesso: «Contiamo di definire entro la fine di gennaio le procedure per le gare ad evidenza pubblica – ha affermato – nel frattempo metteremo a posto i bilanci, procederemo al recupero dei crediti laddove ve ne fossero e avvieremo le azioni revocatorie fallimentari».
I tecnici intanto stanno valutando la tipologia di gara: se mettere all’asta l’intero gruppo o singoli cespiti. Più appetibili per il mercato questi ultimi, ma sicuramente più rischiosi sul piano del mantenimento dei livelli occupazionali.
Per evitare il rischio del cosiddetto “spezzatino aziendale” e per formulare, al contempo, offerte che risultino vantaggiose sul piano imprenditoriale, ci si potrebbe orientare per una gara a “doppio ciclo”: in sostanza si mandano all’asta, contemporaneamente, sia il gruppo che i singoli cespiti e solo se non ci sono offerte per l’acquisto in blocco di tutte le aziende si aprono le altre proposte.
Il Piano ha la durata di un anno e per questo periodo i lavoratori sono coperti dalla cassa integrazione guadagni straordinaria.
«Si apre una nuova fase – ha dichiarato l’assessore Eva Guardiani – e noi continueremo a sostenere le istituzioni e gli organismi impegnati in questa complessa operazione di salvataggio, nell’interesse della salvaguardia dei livelli occupazionali. In questo siamo affiancati dalla Regione che, nei suoi programmi, ha elaborato azioni e misure che incentivano il mantenimento di questi poli produttivi di eccellenza».
Il Gruppo ATR è composto da 9 società con sede e stabilimenti in Colonnella e produce componenti in fibra di carbonio per i settore dell’aerospace e dell’automotive. Il gruppo conta oltre 600 dipendenti ma solo 289, attualmente, sono in carico all’azienda. Gli altri lavoratori sono impiegati nei due “rami” ceduti in affitto alla Itca del gruppo Fiat – che ha già annunciato che cesserà la produzione alla scadenza del contratto, ad aprile – e alla Lamborghini il cui contratto scade a marzo.

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