dal settimanale Riviera Oggi numero 803
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Campi da golf, centri benessere, chi più ne ha più ne metta. Sul miglior futuro possibile per la Riserva Sentina negli ultimi mesi il dibattito è stato intenso.
Vediamo i dettagli del progetto realizzato negli anni novanta dagli architetti Valerio Borzacchini e Francesco Capponi, fermo nei cassetti della Provincia fin dal 1999, prima della legge regionale che ha istituito la Riserva nella zona sud di San Benedetto.
«Il progetto è compatibile con lo status di Riserva», assicura il suo sostenitore Italo Cocci. Ma vediamo di cosa si tratta.
I due progettisti ascolani hanno “disegnato” la nuova Sentina nell’ambito di un parco pubblico che prevede il ripristino della zona umida costiera, i famosi ”laghetti” bonificati negli anni ’70 e che per qualche tempo sono stati ricostruiti dai cacciatori, fin quando la caccia è stata permessa.
Poi c’è la reintroduzione delle specie vegetali tipiche e lo sviluppo di forme d’agricoltura biologica. Un sistema di piste pedonali e ciclabili, il restauro dei tre casolari storici più importanti, adibendo la Torre del Porto ad osservatorio ornitologico e gli altri due a sedi di attività didattiche e di ricerca.
In sintesi, un parco pubblico dove l’agricoltura biologica e il turismo scolastico si possano sposare, ripristinando l’habitat umido nella zona più vicina al mare ed eliminando l’isolamento di una zona ancora oggi “terra di nessuno”.
Cocci è molto polemico riguardo lo stato attuale dell’agricoltura nella Sentina: «E’ mai possibile che in un’oasi naturalistica si pratichi la peggiore agricoltura convenzionale con un uso spaventoso di prodotti chimici, senza che ciò susciti un pizzico di indignazione nel mondo politico? Il progetto sulla Sentina di Borzacchini e Capponi parla di agricoltura biologica, ma come mai si danno in affitto i terreni di proprietà del Comune di Ascoli senza imporre questo vincolo?». Sul rinnovo dei contratti rivolge un appello al sindaco Castelli proprio in questo senso: «Quei contratti erano stati fatti addirittura prima che si insediasse la prima giunta Celani. Sono contratti in deroga alle norme sui contratti agrari, sono di breve durata, fatti in attesa di definire un progetto definitivo. Adesso il progetto c’è, non è nemmeno un progetto di oggi. E’ un progetto commissionato dalla provincia diversi anni fa e recepito in un protocollo d’intesa tra i comuni di Ascoli, San Benedetto, Martinsicuro e le province di Teramo e di Ascoli. Spero vivamente che Castelli non decida di occuparsi della Sentina dando ascolto a quella parte della sinistra che in un passato recente ha gestito certe operazioni in altre terre pubbliche in maniera a dir poco scandalosa».

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