CUPRA MARITTIMA – Sabbia nera, umore idem. La lista civica di opposizione Vivere Cupra fa sentire la sua voce in merito al ripascimento con sabbia scura operato anche a Cupra Marittima e che ha visto la reazione dei pescatori cuprensi. Come già specificato (clicca qui per leggere tutte le notizie in merito) si tratta di sabbia sottomarina raccolta al largo di Civitanova, ad oltre 80 metri di profondità, e che era rimasta in fondo al mare per millenni
I nostri amministratori per fronteggiare il problema dell’erosione della costa al centro-nord di Cupra si sono serviti della sabbia nera sottomarina per il ripascimento dei propri arenili.
La sabbia nera è stata depositata anche in prossimità della zona di varo delle barche dei pescatori che hanno manifestato contro l’operazione di ripascimento della spiaggia. Poiché già avevano delle difficoltà di varo delle loro barche in quella zona tanto che ogni anno a spese dell’Amministrazione Comunale veniva tolta la sabbia in mare per permettere alle barche un varo decente. Si poteva certamente utilizzare la sabbia di troppo che ogni anno veniva tolta nella costa del varo delle barche che ci costa circa 10 mila euro l’anno e metterla nella costa mancante di sabbia.
Se è vero che il progetto è della Regione Marche ed era già stato approvato precedentemente dall’Amministrazione Torquati e successivamente da D’Annibali, associazioni, privati e cittadini si domandano se si devono subire queste scelte dall’alto in un tempo che si va verso le autonomie locali, se effettivamente erano necessari questi lavori e soprattutto, se chi ha deciso di effettuare questa operazione e gli amministratori comunali non abbiamo procurato un danno irreparabile alle nostre coste.
A detta dai pescatori il ripascimento non è la soluzione adatta e soprattutto duratura nel tempo, poiché il mare riporterà via la sabbia aggiunta. Tanti soldi buttati a mare, in un tempo di crisi economica, senza nessun beneficio per il turismo, la popolazione e per i pubblici esercizi. Il colore grigio scuro non solo mal si addice alle spiaggie locali, ma durante la stagione estiva comporterà un notevole e sgradevole innalzamento della temperatura della sabbia stessa e dell’aria circostante.
A fronte di queste informazioni, ci si chiede: è stato fatto di tutto per difendere la nostra costa?

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