Da Espresso Rossoblu N. 1048

Era prevista una bella partita perchè, con ogni probabilità, Samb e Vis Pesaro sono le due squadre più forti che si contenderanno la promozione in serie D. Entrambi valide le due formazioni ma con caratteristiche completamente differenti. La Vis basa la sua forza sulla velocità, la Samb sulla maggiore tecnica e sul possesso palla, dote che alla fine dovrebbe prevalere in un torneo di 38 gare. Meglio però non fidarsi troppo e battere subito la diretta concorrente.

Il primo tempo è in effetto all’insegna delle caratteristiche dei due undici: la Samb attacca anche con pericolosità ma sbaglia in zona gol, la Vis è pericolosissima in contropiede grazie a Zonghetti in particolare che, poco prima del quarto d’ora, appoggia a Rossi una palla da spingere in rete. Viste le azioni precedenti non sembra impossibile il recupero, anzi anche la vittoria pare a portata di mano.

Finisce la prima parte di gara con i verdi (ma perché?) della Samb in pressing. Un solo particolare sembrava dare speranze agli ospiti: i rimpalli, le deviazioni erano sempre favorevoli a loro. Tanto è stato che, un secondo tempo all’arrembaggio, con la palla che staziona sempre o quasi nell’area ospite, non serve a far arrivare un pareggio meritatissimo.

Il particolare mi ricorda il detto “meglio fortunati che figli di re” perchè, in effetti, quelli della Samb sono “figli di re” perchè provengono tutti da serie superiori, due di loro hanno addirittura giocato in serie A e sono poco più che trentenni. Il “re” naturalmente è Sergio Spina che non ha badato a spese per vincere il campionato.

Dall’altra parte una formazione di giocatori abbastanza giovani ma più che altro veloci, con una tecnica discreta ma, oggi, con la dea bendata dalla loro parte. Il risultato, proprio in virtù di quanto appena descritto, mi preoccupa relativamente perché alla lunga tornei così lunghi li vince la squadra più quadrata e la Vis Pesaro non mi è sembrata in grado di tenere a lungo certi ritmi e, allora, anche la buona sorte potrebbe sostenerla di meno.

Per andare a cercare il pelo nell’uovo, l’unica carenza (se così si può chiamare) della Samb è un pizzico di velocità in più negli attaccanti centrali: Basilico, Gentili e Menichini sono bravi e in grado di fare la differenza ma mancano di quello sprint che, in gare come quella odierna, avrebbe potuto “abbattere” anche la sfortuna. Avanti tutta quindi, senza farsi unfluenzare più di tanto da questo passo falso. Quattordici corner, undici nel secondo tempo, la dicono lunga sulla superiorità tecnico-tattica mostrata oggi della squadra di Ottavio Palladini.

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