SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Udc con almeno due suoi consiglieri comunali su tre non fornirà la “stampella” all’amministrazione Gaspari nel prossimo consiglio comunale del 23 dicembre in cui si voterà il bilancio di previsione. Ma quella di Marco Lorenzetti e Pino Nico non sarebbe la posizione ufficiale del partito centrista, secondo quanto afferma Giovanni Nicolosi, dirigente provinciale del partito: «La posizione politica di Lorenzetti e Nico è personale e non del partito, che sul punto sta riflettendo. La ricostruzione dell’assemblea Udc che è stata fatta con il comunicato stampa di Lorenzetti è parziale e contraddittoria. Siccome c’ero, ritengo di dover dire come sono andate veramente le cose». Continua Nicolosi: «E’ stato pubblicamente rilevato che erano presenti 37 persone, con 5 soli iscritti e 10 presenti non residenti a San Benedetto. L’Udc ha avuto circa 3.000 voti alle ultime elezioni comunali e non possono decidere per loro 20 presunti elettori. Inoltre ha 120 iscritti a San Benedetto e non possono decidere per loro 5 soli iscritti, tra l’altro non tutti d’accordo con le posizioni di Lorenzetti. Per quanto riguarda l’appoggio alla posizione di Lorenzetti di Piergallini, Turano, De Rosa, Pietro Giudici, Carboni, Antonella Pellei e Venanzio Cameli, ad eccezione del primo, gli altri non erano presenti alla riunione e non si sono pertanto confrontati».

Nicolosi poi accusa Lorenzetti e Nico di contradditorietà: «Il documento presentato da Lorenzetti e Nico non è stato approvato dall’assemblea perchè contraddittorio. Infatti, da una parte si dichiara la stima per Gaspari e la collaborazione che finora c’è stata con l’Udc su alcune importanti scelte e la volontà di proseguirla, si sottolinea inoltre il fallimento della mozione di sfiducia che l’Udc non ha voluto sottoscrivere, poi si dice di non voler votare il bilancio di previsione perchè non sono stati votati i precedenti. Come ha fatto notare Ciccanti, la domanda che abbiamo di fronte, che ci viene dalla crisi della maggioranza, a cui bisogna dare una risposta, è se a San Benedetto deve venire un’altra volta un commissario prefettizio. A che serve dire di non votare la mozione di sfiducia e di voler collaborare sui grandi progetti per San Benedetto, se poi si vuole far venire il commissario bocciando il bilancio?».

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