MARTINSICURO – «Quel sito non è del Pdl». Gli ex An di Martinsicuro si scagliano contro il portale http://www.martinsicurodelleliberta.it/ che rappresenterebbe in realtà solo la compagine politica degli ex Forza Italia.

«Diffidiamo gli amministratori del sito – afferma Toni Lattanzi – ad eliminare entro 48 ore sia il simbolo che le diciture riferite al Pdl, altrimenti ci rivolgeremo alle sedi opportune denunciando un’appropriazione indebita di denominazione».

E se in teoria il Pdl ha riunito sotto la stessa bandiera Forza Italia ed An, il gruppo di opposizione truentino non si vede rappresentato in quel portale in cui figurano gli esponenti della maggioranza Di Salvatore di area Forza Italia. «Sono liberi di farsi un sito di rappresentanza politica – prosegue Lattanzi – ma devono chiamarlo con il nome giusto, ossia Forza Italia».

Oltre al logo del Pdl gli ex An contestano anche l’espressione “sito ufficiale del coordinamento comunale del Popolo dellle Libertà ” che compare in home page: «E’ assolutamente falso, in quanto il coordinamento comunale non esiste, deve essere ancora istituito».

Il gruppo di opposizione inoltre attacca la maggioranza Di Salvatore anche sull’irrisolta questione del capannone abusivo a sud del cimitero di Martinsicuro, per il quale è prevista la demolizione.

Una vicenda iniziata con la costruzione dello stabile oltre venti anni fa, e per il quale non essendo stata osservata la cosiddetta “fascia di rispetto” – ossia quella distanza minima da tenere dai fabbricati vicini – fu dichiarato abusivo.

Per questo dopo l’iniziale costruzione dello scheletro non fu mai portato a termine, pure a seguito di complesse vicende che arrivarono anche in tribunale, e la sua sorte è rimasta fino ad oggi in una specie di limbo. Nel 2004 fu firmata un’ordinanza per la demolizione, che però non fu poi mai effettuata.

«Come mai l’assessore Micozzi – attaccano – che quando era con noi all’opposizione si era così tanto impegnato per portare a conclusione la questione del capannone, ed ora che è da due anni e mezzo in maggioranza non ha più fatto nulla? A cosa si deve questo cambio di atteggiamento? Se non avessimo nuovamente sollecitato il Comune, tutto sarebbe ancora fermo».

Infatti a distanza di 5 anni dall’ultimo provvedimento, gli ex An hanno di nuovo chiesto alla maggioranza (attraverso un atto protocollato il 13 novembre) cosa intendesse fare a proposito dello stabile. Il 27 novembre l’ufficio Urbanistica ha emesso un avvio di procedimento per la demolizione del fabbricato.
«Alla luce di questo ultimo atto – proseguono i consiglieri di opposizione – invitiamo la maggioranza a valutare con attenzione se siano stati effettuati tutti i dovuti passaggi burocratici per evitare di incappare in contenziosi e possibili ricorsi».

Gli alleanzini citano l’art. 27 della legge 47/85 che regolamenta le sanzioni, il recupero e le sanatorie delle opere edilizie, in base al quale la demolizione dovrebbe essere avviata attraverso una delibera di giunta, a seguito di una valutazione tecnico-economica. «Questa delibera non è stata fatta, pertanto la procedura deve essere rivista».

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