SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rischia grosso. Dopo il no dell’Udc il sindaco Gaspari rischia grosso. Il consiglio comunale del 23 dicembre vede all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio di previsione 2010. Se non venisse approvato, il sindaco ha già annunciato che si dimetterà. La mozione di sfiducia targata Pdl sembra essersi sciolta come neve al sole, ma è dalla sua (ex?) maggioranza che vengono le note più dolenti per il sindaco.

Facciamo una panoramica del consiglio comunale. 
I due dissidenti targati Pd Libero Cipolloni e Nazzareno Menzietti affermano che è improbabile un loro voto favorevole al bilancio. Mario Narcisi del partito socialista voterà contrario. Daniele Primavera, uscito dalla maggioranza molti mesi fa, voterà contrario.

Fra i banchi della minoranza, l’Udc annuncia il voto contrario di due consiglieri su tre, ovvero di Marco Lorenzetti e Pino Nico. Non si esprime Edio Costantini. Fu candidato sindaco nel 2006, il terzo contendente oltre a Gaspari e Martinelli. Sarebbe singolare che fosse un suo voto a salvare Gaspari oggi.
Il Popolo della Libertà voterà ovviamente contrario. Poi ci sono Antonio Felicetti e Pierluigi Tassotti, esponenti della Lista Martinelli-Partito Repubblicano. Se Tassotti è stato uno dei promotori del testo con la mozione di sfiducia circolato fra i corridoi della politica cittadina a inizio dicembre (testo per cui non risultano giunte le dodici firme necessarie a portarlo in Consiglio) e quindi si potrebbe ipotizzare una sua volontà di mandare a casa il sindaco, Felicetti è apparso più cauto. Restio a provocare la chiusura anticipata del quinquennio gaspariano, restio a consegnare la città al commissario prefettizio. Se coloro che hanno dichiarato che non voteranno il bilancio venissero in consiglio per votare contrari invece che astenersi, è lui l’ago della bilancia. Se lui e Costantini si astenessero, il bilancio passerebbe.

Ma anche superando lo scoglio del 23 dicembre, la situazione in casa della maggioranza rimarrebbe perlomeno stentata. A meno che non riescano bene le opere di ricucitura che stanno tentando quelli del Partito Democratico. Per salvare la maggioranza.

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