TERAMO – I tagli decisi da Trenitalia su numerose stazioni abruzzesi (e marchigiane) hanno trovato in disaccordo sia l’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra che il presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra. «Eccessive e inaccettabili – ha affermato Morra – sono le penalizzazioni a cui vengono sottoposte le stazioni di Vasto e di Giulianova, così come quella di San Benedetto del Tronto per la Regione Marche. Ho deciso di convocare al più presto una riunione con l’assessore ai Trasporti delle Marche, Pietro Marcolini, con cui sono in stretto contatto, e con i presidenti delle Province di Chieti, Teramo ed Ascoli Piceno interessati a questi tagli. La scelta di Trenitalia a livello nazionale è palesemente stonata, tenuto conto anche del grande sforzo della Regione Abruzzo nella stipula del contratto di servizio regionale avvenuta nei giorni scorsi. Determinati impegni assunti con noi non possono essere ignorati da Trenitalia in scelte operanti su scala nazionale».

«La Regione Abruzzo – ha concluso Morra – insieme alle Marche, all’Emilia Romagna e all’Umbria ha stipulato in precedenza anche un protocollo d’intesa alla presenza delle associazioni dei consumatori, al quale dovrà essere dato maggiore seguito e nuovo impulso».

Pieno sostegno all’assessore regionale, sulle iniziative da intraprendere contro le scelte di Trenitalia, viene anche dalla Provincia di Teramo: «Intere province – ha affermato Catarra – saranno tagliate fuori dai grandi collegamenti in orari strategici, e in un momento nel quale la nostra Regione sta compiendo un grande sforzo, sia in termini di programmazione che di investimenti, per migliorare il sistema della mobilità pubblica. Dovrebbero invece essere sostenute e potenziate tutte quelle iniziative che incentivano l’utilizzo del treno. Trattandosi di un servizio pubblico, Trenitalia dovrebbe considerare che le scelte aziendali non possono prescindere dalle esigenze e dalle necessità dei cittadini. Per questo abbiamo già avviato contatti con le altre Province interessate, in Abruzzo come nelle Marche, per dare vita a iniziative comuni».

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