Da Riviera Oggi numero 801
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Intervistiamo Solidea Ruggiero, artista sambenedettese.
Solidea ti vediamo coinvolta in progetti di varia natura, dall’arte contemporanea alla narrativa, al reading poetico. Da dove nasce questa contaminazione culturale a 360 gradi?
Questo è dovuto al carattere poliedrico della mia personalità, ma da collante fa di sicuro la scrittura, che è la matrice comune di tutta la mia formazione e delle diverse attività che porto avanti. Io nasco provando a scrivere racconti, quindi muovo i primi passi da giovanissima. È ormai da diverso tempo curo questa passione che è diventata a tutti gli effetti il mio lavoro, ma ancora preferisco definirmi “scrivente”, perché non credo di essere pronta all’etichetta di “scrittrice”. Già dal 2001 arrivano le prime collaborazioni importanti e vinco il concorso della Scuola Holden di Baricco, che mi permette di partecipare a uno stage di scrittura creativa a Caserta, un’esperienza molto stimolante per la mia formazione. Erano gli anni degli studi universitari,  e nell’occasione ho anche avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada Eric Minetti, che ai tempi mi consigliò di coltivare questa dote naturale per la scrittura, sviluppandola con il lavoro continuo.
C’è una vena teatrale, un senso della presenza scenica nei tuoi racconti.
Si tratta di una contaminazione con il teatro arrivata tra i 14 e i 16 anni, grazie alla scuola teatrale di Vincento Di Bonaventura e i laboratori teatrali Re Nudo di Piergiorgio Cinì, dove ho assorbito e poi scelto per me una serie di elementi che hanno lasciato nei miei scritti un forte elemento carnale, legato proprio alla teatralità e alla musicalità della parola.
Veniamo all’incontro con l’arte contemporanea, che determina poi la nascita di Artevizi.net, il portale di arte e cultura di cui sei ideatrice e direttrice.
Importante è stato l’incontro con Cristina Petrelli, giovane critica marchigiana, che leggendo i miei racconti mi invitò a provare a recensire. Da lì è iniziato un nuovo percorso che stavolta mi portava a contatto con artisti contemporanei, nel mondo delle gallerie d’arte. In realtà io ho preso da subito le distanze dal fare critica, cercando piuttosto di rendere la mia scrittura un accompagnamento all’opera d’arte. Così sono iniziate le collaborazioni con riviste importanti come Exibart, Foyer, Regione Marche, Segno, Ut; molte di queste le ho lasciate perché ho capito che maggiormente curare il rapporto diretto con gli artisti, soprattutto mi piace scovare posti inediti per esporre le loro opere, fuori dal mondo chiuso delle gallerie d’arte, spesso riservate e accessibili ai soli addetti ai lavori.

Come nasce Artevizi.net?
Da queste esperienze, e dall’esigenza di rielaborare in maniera personale contatti e pensieri sull’arte e la cultura, prende il via nel 2005 il progetto del portale. Artevizi.net inizialmente contava appena tre o quattro collaboratori, fra cui la Petrelli e Lucilio Santoni, e ora si è allargato a ben 35 collaborazioni in tutta Italia. In questi quattro anni di vita del portale si è tentato di sfruttare le enormi risorse e possibilità di contatto del web, attraverso una formula facilmente fruibile e che punta fortemente ai contenuti. Questa visibilità sul net è stata importante per dare spazio al mio interesse a curare eventi e mostre, utilizzando diversi canali di promozione, come i social network. Le mostre che organizzo sono all’insegna della multisensorialità e della contaminazione degli spazi, dove l’opera incontra la gente vera, magari davanti a un bicchiere di buon vino.
C’è qualche evento che vuoi segnalare ai nostri lettori?
Sì, un progetto che è partito da Firenze lo scorso ottobre, in occasione della presentazione della rivista Prospektiva e che porterò a San Benedetto, al Pao precisamente, il 15 dicembre. Si tratta di un reading, unione di scrittura, musica e immagini, che si intitola “Io che non conosco la vergogna”, dove sono accompagnata dal chitarrista Lucio Lambertelli e da Paolo Erica al basso. Alle mie spalle ci sarà una video installazione di Massimo Barberio e Massimiliano Bartolini.

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