Il termine agrume deriva da “agro”, caratteristico gusto della polpa di vari frutti appartenenti al genere botanico Citrus.
Conosciuti fin dall’antichità, rappresentano i frutti più noti e più diffusi, largamente coltivati nella fascia subtropicale di tutto il mondo e protagonisti delle tavole degli italiani nel periodo invernale, utili in questa stagione, per il potenziamento delle difese immunitarie contro virus e batteri.
Contengono l’80-90% di acqua, piccole quantità di zucchero, acidi organici, sali minerali, fibra e vitamina C in grande quantità (più ricchi arance e limoni).

La vitamina C o acido ascorbico, ha azione preventiva nell’insorgenza dello scorbuto (cachessia, quindi grave deperimento organico e successive emorragie diffuse). Oggi malattia molto rara, colpiva le persone che non consumavano ortaggi e frutta freschi per lunghi periodi, come nel caso di molti marinai, morti perché colpiti da scorbuto, quando, nel 1400 -1500, rimanevano in mare per lunghi mesi, alla ricerca di nuove terre. La vitamina C è un potente antiossidante naturale che combatte il cosiddetto “danno ossidativo” causato dai radicali liberi.
Il North American Dietary Reference Intake raccomanda da 90 mg a non più di 2 g/die; 100 g di arancia ne contiene mg 50, ma aria, luce, temperatura, purtroppo, ne impoverisce il contenuto.

L’arancia dal succo abbondante e dissetante, usata per lo più fresca o in spremuta, è ottima anche in insalate, dolci e dessert. Molte sono le varietà: le preferite sono quelle senza semi, come i Tarocchi, dalla polpa colore arancio intenso con screziature rosso-vino, adatta per il consumo a spicchi quelle a pezzatura più grande, o come spremuta quelle più piccole; Valencia a polpa bionda; Navel a polpa dal colore giallo rosato (caratterizzata da un piccolo frutto, che si sviluppa nella parte inferiore interna, chiamato ombelico o Navel ) a bassa acidità e dal succo dolce; Moro con polpa rossa (ricca in antociani) e ricca di succo, adatta per spremute; Sanguinello, più piccola e più rossa della Moro, anch’essa adatta per le spremute; l’ arancia amara è usata, invece, per liquori, canditi e marmellate.
Il mandarino, originario della Cina, piccolo e dall’inconfondibile profumo, è il più dolce fra gli agrumi; la buccia è utilizzata nella produzione di liquori. In Italia si coltiva in Sicilia e Calabria ma dagl’ultimi anni si preferisce il mandarancio, meno calorico e con meno scarto.
Il limone, dopo l’arancio e il mandarancio, è al terzo posto quale agrume prodotto in Italia. Ricco di vitamina C, dissetante e digestivo è usato come astringente e antiscorbutico. La buccia ricca di oli essenziali viene utilizzata in profumeria e liquoreria. Molto conosciuto è il limoncello, prodotto in varie parti d’Italia, anche se quello di Sorrento, ottenuto dai limoni a basso contenuto di acido citrico, è a Indicazione Geografica Protetta.
Il pompelmo frutto grande, dal sapore amaro e poco calorico è molto apprezzato come spremuta.
Il cedro ha uno scarso consumo fresco. Dal gusto dolce-acidulo e con poco succo, è utilizzato soprattutto come bevanda dissetante; invece la buccia, di notevole spessore, viene utilizzata per la produzione di canditi e sciroppi.
Il chinotto trova utilizzo per produrre sciroppi e bibite, mentre il bergamotto è impiegato come aromatizzante in gastronomia e nell’industria profumiera, e come aromaterapia per l’odore particolarmente gradevole, persistente e penetrante.
La limetta o lime è originaria dell’arcipelago malese e produce frutti con due tipi di polpa, dolce ed acido, utilizzati per confetture o come aromatizzante.
I più piccoli esemplari di agrumi sono i kumquat, detti anche “arancino cinese” o “mandarino del Giappone”, dal sapore piuttosto acidulo, vengono consumati interi, al naturale o utilizzati per la preparazione di succhi, marmellate e canditi; apprezzati in cucina con ricette di carne d’anatra.

Delle arance biologiche è possibile utilizzare la scorza: sono le uniche che non vengono trattate con un conservante (in genere l’ortofenilfenolo sodico – E232).
Le arance non trattate, sono quelle non trattate in superficie con la cera (E904, E914), che ha la funzione di coprire la buccia e rendere più lucido e invitante il frutto; ma non significa che non siano state trattate con fitofarmaci.
Quando gli agrumi, non presentano foglie, certamente sono stati trattati chimicamente, perché le sostanze utilizzate le fanno cadere .Vanno quindi sempre lavate accuratamente, anche se andranno sbucciate e, in inverno, possono essere conservate in terrazzo, senza ammassarle o ammaccarle perché potrebbero marcire. Si mantengono per una decina di giorni.

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