GROTTAMMARE – Le sabbie della Riviera delle Palme cambieranno colore? E’ questo un angosciante quesito che nelle ultime settimane stanno ponendosi cittadini e operatori turistici. A Marina Palmense sono stoccate tonnellate di sabbie scure sottomarine dragate dal centro dell’Adriatico e pronte (sembra) ad essere spalmate da Grottammare a Civitanova. Di questo, con pubblicazione di documenti ufficiali che mettono in serio dubbio, se non l’operato della Regione Marche, la correttezza dell’accettazione silenziosa dello stesso da parte delle comunità e delle amministrazioni locali, se ne occupa il nostro settimanale Riviera Oggi con l’avvio di una inchiesta che questa settimana presenta il primo numero.

Di seguito ospitiamo un articolo di Sara Di Giuseppe.

Grottammare – Tesino sud.  Sono sabbie immobili, ora, le sabbie nere (tendenti al viola).
Spianate, compattate, squadrate da camion e caterpillar in frenetica funebre processione, oggi somigliano per forma e dimensioni a un ponte di portaerei per decollo/atterraggio di “caccia”.
In modo quasi perfetto. Dimensioni più o meno quelle degli Aircraft Carrier classe Clemenceau e Foch: 265 metri di lunghezza per 51,20 di larghezza. Solo un po’ più stretta, la nostra piattaforma (non un problema per abili piloti).
I bianchi e gialli manufatti presenti si scambiano facilmente per la zona a tribordo della pista di decollo, che raggruppa appunto su un solo lato ponte di comando e torre di controllo.

Dal cielo (noi terragnoli possiamo rendercene conto semplicemente guardando giù da Montesecco) la somiglianza può facilmente ingannare, comportando alcuni rischi. Eventuali caccia (libici, ad esempio) necessitati all’atterraggio per sosta, rifornimento, o emergenza, vi si conficcherebbero fatalmente tentantovi l’appontaggio. Il color nero-ferrigno della sabbia ne renderebbe poi indistinguibili i relitti, di tinta pressoché uguale.
S’infurierebbe Gheddafi, proprio lui che ha generosamente investito in chalet qui da noi, nella cupa Cupra. Inevitabile l’incidente diplomatico.

Altro modo non c’è, per scongiurare tutto questo, che consolidare la ”spiaggia” nera (tendente al viola) cementificandola come autentico ponte di decollo/atterraggio. Le dimensioni ci sono tutte, la fisionomia c’è tutta. Con soddisfazione degli operatori turistici della zona. L’antistante hotel, gli chalet già eretti, quelli scalpitanti e schiumanti ai blocchi di partenza offrirebbero ai clienti arrivi / partenze al volo direttamente dalla “portaerei”.
Rifulgerà la Perla, con ricaduta a pioggia di bandiere blu, arancione, a quadrettino…  Nella corsa di tutti all’eccellenza (Cupra col suo delirio di “porticciolo”, San Benedetto con la surreale passerella a mare e via eccellendo) Grottammare partirebbe in vantaggio, godendo già di due suggestive piattaforme d’atterraggio-elicotteri (piazza San Pio senza pini, piazza Kursaal senza palme suicide).
Un vero ponte di decollo / atterraggio da portaerei nessuno ce l’ha ancora. L’ennesima perla.
Non siamo precipitosi, però. Aspettiamo pazienti che trascorra l’inverno. Come capita a volte che un mare infido danneggi la più sicura delle portaerei, così il nostro pazzo Adriatico potrebbe in un paio di giorni bui e tempestosi cancellare tutto. La Perla si risveglierebbe, dall’oggi al domani, con un pugnetto di sabbia (nera tendente al viola) nelle mani.

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