ROMA – Lo stadio Ballarin resta inalienabile, non passa il tentativo di modificare i vincoli.

Tre emendamenti: uno del Pdl, uno del Pd e uno dell’Udc per modificare la norma della finanziaria 2008 che stabilisce la inalienabilità per 10 anni delle aree del demanio dello Stato acquistate dai Comuni grazie al loro diritto di prelazione. E’ il caso dello stadio Ballarin, acquisito dal Comune di San Benedetto per 800mila euro con la convinzione di poter donare l’area alla Fondazione Carisap che vi avrebbe investito dieci milioni di euro per una Grande Opera architettonica.

Il tentativo di derogare dal vincolo di inalienabilità decennale, dichiara il parlamentare piceno Amedeo Ciccanti, è stato pregiudicato da una rigida interpretazione del contenuto proprio della finanziaria, che ha portato a reiterare per ben tre volte gli emendamenti presentati dai parlamentari ascolani a seguito di altrettante pronunce di inammissibilità. Alla fine il Governo ha chiuso ogni velleità dello stesso Ciccanti, che si è reso protagonista di un pressing senza esito, a causa della dichiarata inammissibilità per estraneità di materia rispetto al contenuto della finanziaria approvata dal Senato e del maxiemendamento.

«Si tratta di una opportunità che non è stata potuta utilizzare – ha dichiarato Ciccanti – a causa di una chiusura cieca e sorda della maggioranza, che non ha consentito alcun dibattito e confronto con l’opposizione».

«Continueremo la nostra missione – ha affermato il parlamentare Udc – utilizzando tutte le prossime occasioni legislative finchè non avremo ottenuto il risultato atteso. San Benedetto non può perdere questo finanziamento della Fondazione Carisap e questa opportunità di risanare e riqualificare un’area tra le più importanti della città, come quella dell’ex stadio Ballarin».

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