SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo dal Circolo dei Sambenedettesi per intervento del suo presidente Benedetta Trevisani:

«La nostra dichiarata apartiticità, esplicitamente prevista dallo statuto del Circolo, non ci impedisce di essere osservatori delle vicende politico-amministrative che interessano la nostra comunità per cui, alla luce di quanto recentemente accaduto in seno al Consiglio Comunale, non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione di fronte alla rissosità sempre più diffusa e alla possibilità dello scioglimento anticipato del massimo consesso rappresentativo della città.

Non è nostro compito entrare nel merito delle situazioni che hanno dato origine ai dissensi tra i vari consiglieri, anche se una prima lettura, non sempre illuminante, della quotidiana cronaca giornalistica sembra rimandare a personalismi poco sensibili ad argomenti di pubblica utilità. Noi sappiamo che governare una realtà complessa come quella di San Benedetto è molto difficile, e le inadempienze ascrivibili a carico delle varie Amministrazioni che si sono succedute nella nostra città hanno ragioni altrettanto complesse, spesso non imputabili a cattiva volontà dei governanti, per cui atteggiamenti di rottura non risolvono, semmai aggravano i problemi cittadini.

Ci sembra perciò sciagurato ogni tentativo di sciogliere il Consiglio comunale in un momento di grave crisi come quello che stiamo vivendo a tutti i livelli, anche perché sarebbe un’ulteriore sconfitta della nostra città, resa ancora più cocente dal fatto di essere la seconda in pochi anni, dopo quanto accaduto alla Giunta Martinelli.

Dover ancora una volta ricorrere a persone esterne al nostro mondo politico, quali i pur pregevolissimi commissari prefettizi, ci sembra avvilente e umiliante, per cui ci chiediamo se sia giusto infliggere questa mortificazione all’orgoglio cittadino.

E’ con spirito critico e costruttivo che interveniamo su queste vicende, anche per dare voce alle sollecitazioni di molti nostri soci che ci invitano a intervenire per consigliare moderazione e pacificazione nei superiori interessi dell’intera cittadinanza».

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