Juventus-Inter. Il derby d’Italia, si sa, è molto sentito e seguito (da qui questo mio DisAppunto) e per i tifosi dell’Inter come il sottoscritto è normale provare delusione per il risultato.

A parte però le recriminazioni del tifo nerazzurro per le più gravi sviste arbitrali seppur accettabilissime, il risultato può ritenersi giusto e le decisioni arbitrali prese come episodi sfortunati: capita e la buona fede di Saccani appare fuori discussione. L’Inter ha perso perché non ha avuto la determinazione giusta per affrontare un avversario leggermente meno forte ma sicuramente più carico di quella rabbia che spesso determina i risultati. Le “mollezze” sotto porta dei nerazzurri sono state giustamente pagate. Da vero campione il gol di Marchisio che ha deciso l’incontro.
Accantonato l’aspetto tecnico va evidenziato che l’atteggiamento di alcuni calciatori è stato spesso puerile: Balotelli che, colpito al corpo, si copre il viso; Sissoko che cade a terra fulminato… due secondi dopo la “testatina” di Chivu per poi alzare la testa da terra, dare uno sguardo intorno e ricadere fulminato faccia al suolo; Mourinho che si arrabbia per una stupidaggine; Buffon e Motta che si prendono a spinte come due bambini delle elementari (non si sa perché ma i cronisti giudicano immediatamente colpevole Motta senza capire cosa è realmente successo. In considerazione anche che Motta non risulta essere uno scalmanato).

Comportamento puerile appunto, mentre molto più grave è stato il comportamento di Fabio Cannavaro, pallone d’oro, capitano della nazionale campione del mondo e maturo quanto basta per evitare comportamenti così altamente sleali. A cosa mi riferisco? All’azione nella quale ha trattenuto Samuel impedendogli di intervenire sul pallone in piena area. L’arbitro non ha visto e giustamente non ha decretato il rigore che invece è apparso indiscutibile con le telecamere.Telecamere che hanno anche chiaramente evidenziato che Cannavaro non può “non essersene reso conto”. Nulla di anormale, fa parte del gioco e della furbizia dei difensori esperti.
E allora perchè applaudire in modo palese la decisione sbagliata dell’arbitro? In certi casi ci si dovrebbe “nascondere” o per lo meno stare zitti, e nemmeno fare come Buffon che ha corretto l’arbitro a proprio sfavore: cioè dire al direttore di gara cosa era realmente successo ma applaudirlo proprio no. E’ stato, secondo me, un atto di slealtà molto ma molto più grave di una simulazione che spesso si rivela più istintiva che meditata. Caro Cannavaro, pallone d’oro, campione del mondo, capitano, trentacinquenne, così non si fa.

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