SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un telefonino cellulare misteriosamente nascosto, e acceso, nella cappa d’aereazione della cucina: è quanto scoprì una donna nel 2008, dopo aver sentito provenire dal luogo alcuni strani rumori che l’avevano insospettita. La donna poi denunciò suo marito – con il quale è in corso una separazione coniugale – ma poi, pochi giorni dopo, ha ritirato la querela. Perché intanto il marito aveva cercato di spiegare che il telefonino era acceso perché voleva far ascoltare al figlio la voce della madre, e non per spiare la donna.
Un mistero che per ora, nella prima udienza che si è tenuta al Palazzo di Giustizia di San Benedetto, è stato dibattuto e che ha visto il giudice Filippello decidere di proseguire il processo nonostante il ritiro della denuncia: dovrà decidere se valutare se si tratta soltanto di un fraintendimento tra coniugi ai ferri corti o se invece è accaduto qualcosa di più consistente.

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