SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per assurdo, è dovuta tornare da sola da Porto Sant’Elpidio ad Ascoli nel giorno del suo presunto nuovo lavoro. E’ la storia di Anna (nome di fantasia), una ragazza che come molti altri aveva letto l’annuncio di lavoro per la Mondadori scritto dalla Nuova Era Mi Tech. Si è candidata per ottenere quel posto i primi di novembre 2009 e dopo aver letto l’annuncio chiama e il giorno stesso le fissano il colloquio.
Al termine della sua esperienza ci ha raccontato i retroscena di una realtà completamente diversa rispetto a quel che si aspettava, fatta di incomprensioni, dubbi e annunci di lavoro troppo “imprecisi” per un disoccupato: «Per quanto mi riguarda ho inviato la mia candidatura per il personale di libreria Mondadori, ma alla fine quando ho scoperto la verità me ne sono andata».
La ragazza ha raccontato di un primo colloquio con il manager dell’agenzia sostenendo che «mi ha spiegato molte cose in merito alla sua azienda e in particolare di un progetto prossimo alla realizzazione che avrebbe visto la Mondadori Retail e Mi Tech aprire un nuovo punto vendita a San Benedetto. Mi ha chiesto se ero interessata ad un secondo colloquio ed ho accettato».
Anna è ritornata in Mi Tech tre giorni dopo la sua prima candidatura per completare il secondo colloquio. Prima di iniziare le hanno fatto firmare anche uno stampato nel quale la ragazza si assumeva la responsabilità di tutto ciò che le sarebbe potuto accadere. «Ho firmato ed ho atteso due ore prima di ricevere indicazioni. Mi hanno affiancato ad una donna, il trainer che diceva di occuparsi del lavoro esterno. Ho chiesto dove eravamo diretti in più occasioni e invitandomi a salire nella sua auto ha finalmente detto che ci saremmo recati nell’ufficio a Porto Sant’Elpidio per approfondire nel vivo l’attività».
Durante il tragitto Anna ci ha raccontato cha la trainer le ha parlato di energia e di indovinelli, ma di Mondadori poco e niente. «Le ho chiesto in più occasioni di Mondadori e alla fine ha detto che avrebbero tappezzato l’Umbria e le Marche di punti vendita. Mi chiedeva di pazientare, avrei saputo il resto al nostro arrivo. Arrivati quasi a destinazione ho chiesto dell’ufficio e la signora mi ha risposto che tutti gli esercizi commerciali che avremmo trovato aperti sarebbero stati il nostro ufficio».
Poco dopo sono arrivati nel centro di Porto Sant’Elpidio e Anna spiega: «Mi sono ritrovata con una donna che pubblicizzava la vendita di qualcosa senza esser stata informata dal principio».
Anna sostiene di essersi trovata in totale imbarazzo ed ha raccontato la fine di un sogno a suo dire troppo bello per essere vero. «Ho mollato appena ho capito che tutt’era tranne che libreria Mondadori. La trainer mi ha voltato le spalle ed ha proseguito il suo lavoro senza porsi il problema che sarei rimasta sola a 70 chilometri di distanza dalla mia auto».
Rimasta sola chiama i familiari che la recuperano dopo la sventura. Il pomeriggio stesso Anna è ritornata ad Ascoli per riprendere l’auto con la quale si era recata al colloquio e dichiara concludendo: «Ero cosciente delle responsabilità che avevo sottoscritto al mattino in quel foglio ma avrebbero potuto dirmi sin dal principio che si trattava d’altro. Mi sono fidata di un annuncio di lavoro che parlava chiaro ma non è stato abbastanza».
Da quel giorno nessuno l’ha più cercata.

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