SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quando il teatro parla direttamente ai giovani. L’intera compagnia di Arturo Cirillo, che martedì 1° dicembre ha messo in scena l’Otello di Shakespeare al Teatro Concordia di San Benedetto (con una perfomance collettiva di notevole livello), ha incontrato durante la mattina di mercoledì 2 dicembre, presso l’auditorium comunale “Tebaldini” gli studenti dei due licei, già presenti in sala la sera precedente.

Ne è nato un dialogo stimolante sia per gli studenti che per gli attori, un’autentica lezione di teatro, con utili indicazioni reciproche tra ragazzi ed attori. Mattatore dell’incontro lo stesso Cirillo, regista e formidabile interprete di Iago sulla scena.

«La nostra – ha spiegato Cirillo – non è stata una lettura psicoanalitica, ma è proprio il testo ad essere molto moderno e percorso da nevrosi. Non è un linguaggio naturalistico, e vorrei anzi elogiare la poetessa Patrizia Cavalli, cui abbiamo commissionato una nuova traduzione del testo, espressamente per questo allestimento. La Cavalli ha rispettato l’originale fino al numero dei versi, rendendolo però con una sensibilità contemporanea, uno stile secco, bellissimo».

Ha proseguito il regista: «Nella nostra compagnia molti attori impersonano più di un personaggio. Questa scelta non dipende soltanto da “problemi di personale”, ma dal fatto che si tratta di una narrazione comune, un racconto di gruppo. Quanto agli abiti, alla stessa Cavalli avevo detto che non avrei ambientato la scena nel ‘600, ma in un ambiente sostanzialmente atemporale, anche se gli uomini sono in abiti coloniali e le donne in vestiti un po’ anni ’30. Tra le altre cose, mi interessava contrapporre le donne, Emilia e Desdemona, al mondo maschile militare».

«Comico e tragico – ha aggiunto ancora Cirillo – si mescolano in Shakespeare. Vi sono battute in questo come in altri suoi testi, che siano Amleto, Misura per misura, o altri ancora, in cui la tragedia non è immune da battute comiche tra gli attori, come si vede anche in Otello, e come avevo già sperimentato in precedenza, nei tre spettacoli cui ho preso parte a Palermo, per la regia di Carlo Cecchi».

Il regista ha anche sottolineato a cosa si è ispirato per la scena finale, quella delle donne riverse sul letto: «A quadri come La morte di Marat di David, pppure ad alcune scene di Füssli».

Ricordiamo che l’Otello ha aperto la stagione teatrale 2009-10 organizzata dal Comune di San Benedetto in collaborazione con l’Amat. Lo spettacolo è stato prodotto dal Teatro Stabile delle Marche e dal Teatro Eliseo e Nuovo Teatro.

Gli altri attori che hanno dato vita allo spettacolo erano Danilo Nigrelli, Monica Piseddu, Michelangelo Dalisi, Sabrina Scuccimarra, Luciano Saltarelli, Salvatore Caruso, Rosario Giglio. Le scene erano di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, musica a cura di Francesco De Melis, luci Pasquale Mari, assistente alla regia Tonio De Nitto.

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