MARTINSICURO – Il crocifisso non si tocca, tanto che, per fare in modo che resti al suo posto nelle aule e negli uffici pubblici di Martinsicuro nonostante la sentenza della Corte di Strasburgo, il sindaco Di Salvatore promulgherà un’apposita ordinanza. E proprio l’intenzione palesata dal primo cittadino nel corso del Consiglio comunale ha suscitato alcune proteste e l’abbandono dell’aula da parte di Mauro Paci del Pd nel momento del voto sul provvedimento.

Il diverbio è nato nell’ambito della discussione della mozione presentata dal gruppo di minoranza degli ex An, che sulla questione avevano chiesto l’intervento del primo cittadino affinchè fosse preservato nei luoghi pubblici il simbolo della cristianità.

Inizialmente l’accordo sembrava essere unanime tra i gruppi di maggioranza e di opposizione, Pd incluso. A tal proposito proprio il consigliere Ignazio Caputi, in veste di dirigente scolastico, ha affermato che tra i suoi ragazzi non sono mai esistiti problemi di integrazione culturale e che diverse religioni hanno sempre convissuto pacificamente. Pertanto finora a scuola non è stato mai posto il problema della rimozione del crocifisso, poiché il simbolo cristiano non è visto come un’offesa alle diversità culturali.

Nell’ambito della discussione il sindaco Di Salvatore ha proposto un emendamento da aggiungere alla mozione di An, con cui si specificava che si sarebbe proceduto ad effettuare un’apposita ordinanza. «E’ un provvedimento che hanno adottato molti Comuni – ha affermato – tra cui nei dintorni anche quello di Ascoli. Vogliamo pertanto procedere su questa strada, anche per rafforzare la nostra posizione sull’argomento».

«E’ un atto amministrativo sbagliato – ha ribattuto Paci – non si può fare un’ordinanza per una cosa del genere». Paci, che inizialmente era favorevole alla mozione degli ex An, ha deciso di abbandonare l’aula per non votare il provvedimento che includeva anche l’emendamento dell’ordinanza.

La mozione è stata votata invece da Città Attiva, («nessuna rimozione di simboli può essere imposta dall’alto» ha affermato Paolo Camaioni) e naturalmente anche dal gruppo degli ex An: «Una volta tanto – ha affermato Luigino Fedeli – ci troviamo d’accordo con il sindaco sulle motivazioni espresse e sull’intenzione di fare l’ordinanza.

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