GROTTAMMARE – Molte le attività delle Ludoteche comunali Stile libero e L’isola che c’è, dove almeno 60 bambini, dai 6 agli 11 anni, sono coinvolti nei laboratori di ceramica e oggettistica natalizia – per i laboratori manuali – e di teatro, per l’organizzazione di uno spettacolo di danza e recitazione ispirato alla fiaba del “Re Leone”.

Grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto tutti gli operatori delle ludoteche, i genitori, alcuni professionisti e aziende private, è stato possibile quest’anno affiancare il tradizionale laboratorio di Natale ad altre esperienze, tra cui quella della scoperta di un mestiere antico, come quello della lavorazione della creta.

Il laboratorio di ceramica si sta tenendo nel centro ricreativo “Stile Libero”, su progetto degli artisti Ivonne Rosetti e Giancarlo Livori, rispettivamente decoratrice e modellatore, che stanno seguendo i bambini in tutte le fasi della creazione di un oggetto: dalla sagomatura della forma, alla cottura – che avverrà prossimamente nel laboratorio artigianale “Argyla” del vecchio incasato – fino alla decorazione.

L’annuale laboratorio di oggettistica natalizia, invece, è in corso nel centro “L’isola che c’è”, con la novità che questa volta ha visto la collaborazione di alcune aziende private che valutata la validità del progetto presentato dagli operatori della ludoteca, hanno  donato il materiale di scarto delle proprie produzioni per la realizzazione delle “calze di Natale”. Si tratta di Samuel Fashion Division (Sant’Elpidio a Mare), Frontoni Gabriele Industriale (Montappone), Maglificio Gran Sasso (Sant’Egidio alla Vibrata) e Inciservice (San Benedetto del Tronto) per il taglio dei materiali.

Una parte degli stessi materiali, verrà utilizzata per i costumi e la scenografia  dello spettacolo musicale che chiuderà il laboratorio teatrale in corso nella ludoteca “L’isola che c’è”. Il progetto è curato da una mamma, la signora Antonella Paolini diplomata in danza, ed è finalizzato alla realizzazione di un musical “L’avventura del piccolo re Leone all’Isola che c’è”, liberamente tratto dalla favola del Re Leone. Sono coinvolti anche alcuni genitori nel confezionamento dei costumi e nella preparazione della scenografia.

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