SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità predestinandoci ad essere per Lui figli adottivi mediante Gesù Cristo…” con queste parole di San Paolo si è aperta la terza assemblea “sinodale” della Diocesi di San Benedetto del Tronto, che si è svolta lo scorso 27 novembre (le precedenti il 24 settembre e il 22 ottobre).
Per i non addetti ai lavori, il Sinodo è descritto dal canone 460 del Codice di Diritto canonico come: “L’assemblea dei sacerdoti e degli altri fedeli della Chiesa particolare, scelti per prestare aiuto al Vescovo diocesano in ordine al bene di tutta la comunità diocesana”.

La prima Convocazione di quest’Anno Pastorale si è svolta nella Basilica Cattedrale Madonna della Marina ed è stata guidata da Monsignor Alfano, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi.
Al termine dell’incontro è stato dato il materiale raccolto durante il “Tempo di Ascolto“, perché i delegati inviati dalle parrocchie potessero raccogliere le riflessioni dei vari consigli pastorali parrocchiali sulle diverse tematiche.
Nel secondo incontro, tenutosi presso le suore Concezioniste, dopo una breve introduzione di don Claudio Marchetti, segretario del Sinodo, si sono aperti i lavori di gruppo a cui hanno preso parte i delegati delle diverse parrocchie e realtà ecclesiali. I delegati hanno presentato il materiale raccolto attraverso i vari consigli pastorali, favorendo così la condivisione e il dialogo.

Nell’ultima Convocazione, svoltasi venerdì 27 novembre presso le Suore Concezioniste, don Claudio Marchetti ha introdotto i lavori di gruppo con una meditazione sul “Tempo del Discernimento” e ha fornito indicazioni per i laboratori sinodali presentando gli otto ambiti su cui verterà la riflessione.
Prima che i rappresentanti delle varie parrocchie fossero invitati a riflettere nei gruppi, il segretario del sinodo ha fatto notare che:«il materiale raccolto nell’assemblea del Clero e nel Tempo d’Ascolto, ha evidenziato innegabili segnali di crisi del cristianesimo tradizionale che possono però diventare una sfida per la missione. Si tratta, quindi, di passare da una pastorale di conservazione della fede ad una pastorale che, non dando per scontata l’esperienza credente, si pone la domanda di come favorire il sorgere della fede. Questa nuova evangelizzazione richiede la credibilità di chi annuncia e la capacità di porre nel territorio i segni dell’unità e dell’amore».

Nei Laboratori Sinodali si prenderà in considerazione lo scorrere delle stagioni della vita dell’uomo per «percepire la consonanza tra le domande che la vita pone e le parole del Vangelo».
Durante i lavori di gruppo si è riflettuto su come poter coinvolgere concretamente i fedeli delle varie realtà nel cammino sinodale. Dai delegati sono state fatte diverse proposte che ora saranno vagliate dalla Commissione Sinodale Preparatoria. Al termine dei lavori, c’è stato un momento conviviale.

I lavori si sono conclusi con una Veglia di preghiera in cui il Vescovo Gervasio Gestori ha benedetto la corona d’Avvento e ha offerto una meditazione sul cammino di preparazione al Natale, tempo favorevole alla vigilanza e alla conversione del cuore. I delegati si riuniranno nuovamente il 12 febbraio quando vi sarà la Convocazione in preparazione al Tempo di Quaresima. Nel frattempo, essi, come ha ricordato il Vescovo, faranno da ponte tra il cammino sinodale,  le parrocchie e le realtà ecclesiali tenendo viva, l’attenzione sui temi proposti per la riflessione.

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