SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Secondo la giustizia non sono una “banda” di criminali, ma un piccolo gruppo di amici o conoscenti, tutti laziali, che si sono visti accusare di due furti avvenuti in due ville del Piceno nel 2004. Il giudice Giuliana Filippello ha assolto lunedì mattina la titolare del mezzo sospettato (una Fiat Stilo celestina) poiché il fatto non sussiste e ha emesso delle condanne ai danni degli altri tre imputati. Due sono stati condannati per aver compiuto uno dei due furti, al terzo condannato invece è stata attribuita la responsabilità dell’altro furto (due anni di pena).Ad offrire il primo tassello alle indagini fu proprio un agente di sorveglianza che avrebbe riconosciuto tre numeri di targa di una Fiat Stilo celestina che si allontanava sospetta da uno dei luoghi dove avvenne il furto. Individuato il mezzo nella regione Lazio le autorità hanno provveduto alla segnalazione dei passeggeri, scoprendo una certa affinità somatica con le foto scattate la notte dei furti dai sistemi di sorveglianza.

Il gruppo venne accusato immediatamente, con richiesta di giudizio per due capi di imputazione: uno per ogni furto. Nell’ottobre 2009 si attendeva la condanna o l’assoluzione ma i legali sollevarono scrupolosamente il dubbio al giudice Filippello contestando delle prove a loro dire imprecise e poco attendibili. Si è parlato di sistemi di allarme che non sarebbero coincisi con l’ora dei furti e di immagini inserite nei fascicoli d’indagine risalenti ad un anno dopo il furto. Per gli avvocati tutto questo si riassunse in due parole: processo indiziario. Così il giudice ha voluto vederci chiaro.

Dopo un mese circa dalla vicenda si è tornati in aula per concludere il caso e questa volta la gravità delle accuse si sarebbero ridimensionate. Il giudice ha sostenuto d’aver vagliato le prove e verificato le contestazioni, il Pm Ugo Marini ha rettificato le richieste riducendo la richiesta di pena a soli 2 anni e gli avvocati hanno ripresentato in breve le loro richieste.

Per gli avvocati Luciano Boson, Ponti, Fotello e Cordenia non c’è dubbio: le prove d’accusa dimostrerebbero errori troppo grandi per sostenere una tesi di colpevolezza. Per questo si è chiesto l’assoluzione degli imputati.
Nonostante tutto il giudice ha dichiarato sentenza con l’assoluzione della donna proprietaria della Fiat Stilo. Due dei tre uomini sono stati giudicati colpevoli per il primo furto e condannati a 2 anni in primo grado (ritenuti innocenti del secondo furto). Per il terzo uomo invece, è stata disposta condanna a 2 anni in primo grado per aver compiuto il secondo furto e giudicato innocente dalle accuse per il primo.

La difesa comunque ha dato intendere che la vicenda non ha prodotto l’effetto desiderato. Ricorreranno in appello?

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