SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sinistra, Libertà ed Ecologia chiede al sindaco Giovanni Gaspari di dimettersi in quanto le alternative all’attuale crisi politica di maggioranza «possono essere un lento logoramento fino alla scadenza naturale del mandato oppure la sincera presa d’atto del fallimento di un progetto politico e di una esperienza amministrativa».

Gli esponenti del partito di sinistra – molti, come il leader Giorgio Mancini, provengono dagli ex Democratici di Sinistra, e della candidatura di Gaspari sindaco nel 2006 hanno appoggiato programma e coalizione di governo – sostengono che «appare evidente, vista l’uscita dalla maggioranza di Rifondazione Comunista, il disagio espresso da una parte del Partito Socialista, i dissensi provenienti da un’area significativa del Partito Democratico, che la maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione si stia irrimediabilmente disgregando. A ciò vanno aggiunti l’intrinseca incapacità amministrativa e decisionale dell’amministrazione Gaspari, il mancato raggiungimento di quasi tutti gli obiettivi programmatici come il regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, il piano regolatore, i clamorosi errori politici e tecnici come il caso Ballarin, il Piano di Spiaggia, la variante normativa all’articolo 29, che hanno caratterizzato questi oltre tre anni e mezzo di vita amministrativa».

Sinistra, Libertà ed Ecologia, che non ha rappresentanti in consiglio comunale, di conseguenza intravede solo una strada possibile, quella delle dimissioni, a loro parere preferibile «piuttosto che sottoporre il centrosinistra ad una prova di forza attraverso la discussione in consiglio di una mozione di sfiducia o piuttosto che attendere il verificarsi di una causa di scioglimento del consiglio, quale ad esempio la mancata approvazione del bilancio». Se l’amministrazione finisse anzitempo, secondo il partito, non sarebbe ripetibile la candidatura di Gaspari sindaco.

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