MONTEPRANDONE – Piano Casa sì, Piano Casa . I consiglieri del centrodestra monteprandonese Paolo Puzielli, Giandomenico Camilli e Alessandra Caponi contestano la decisione della maggioranza di limitare l’applicazione della recente legge regionale soltanto ad alcune aree del territorio comunale.
«Tramite la legge dell’8 ottobre 2009, proposta dal governo Berlusconi e approvata dalla Regione, è consentito a tutti i cittadini di ampliare il proprio immobile per il 20% della cubatura o di usufruire di un bonus volumetrico del 35% in caso di demolizione e costruzione» scrivono i consiglieri del Pdl.
«La maggioranza guidata dal sindaco Stefano Stracci e dall’assessore all’Urbanistica Bordoni vuole invece limitare ai cittadini questa possibilità, pensata per fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile. In Consiglio Comunale infatti si vuole approvare una delibera con divieti e limitazioni» continuano i tre componenti dell’opposizione.
«In particolare – si legge nella nota stampa – saranno penalizzate le zone di completamento e pertanto gran parte dell’abitato di Centobuchi; e  dopo aver concesso volumetrie a dismisura a pochi costruttori ora vogliono limitare l’ampliamento dei fabbricati a molti cittadini e introducendo pesanti disparità di trattamento»: il Pdl monteprandonese cita poi la proposta della maggioranza che verrà discussa al Consiglio Comunale di lunedì 30 novembre, che all’articolo 5 riporta scritto: «L’applicazione delle disposizioni della legge regionale numero 22/2009 non è consentita sugli immobili ricadenti in zona di completamento aventi un indice fondiario già
utilizzato superiore all’indice di 2,75 metri cubi per metri quadrati».
Secondo i consiglieri di opposizioni, un cittadino con un lotto di mille metri quadrati, che ha utilizzato con un indice di 2,75, ha ora edificato per 2.750 metri cubi. Al contrario, uno stesso lotto, se fosse stato utilizzato per un indice di 2,70 e quindi per un volume di 2.700 metri cubi, potrebbe sfruttare la legge regionale con demolizione e ricostruzione ottenendo un bonus volumetrico del 35% tale da poter raggiungere i 3.665 metri cubi: «E’ evidente  come ci sia una disparità di trattamento  tra i due ipotetici proprietari  degli esempi citati e pertanto proponiamo a tutti i consiglieri comunali  di non votare tale proposta di delibera».

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