ASCOLI PICENO – Cara fu quella divisione? L’ex presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi torna sugli effetti di bilancio relativi alla divisione tra la vecchia Provincia di Ascoli e quella di Fermo, a causa di ciò che lui stesso definisce «le ennesime “bugie di politici” e “deformazioni giornalistiche”».
«Gli atti di divisione del patrimonio adottati dall’Amministrazione Rossi in relazione alla nascita della Provincia di Fermo hanno un’incidenza “irrilevante” sul bilancio corrente della Provincia di Ascoli (si parla di circa 77 mila euro). Mentre gli oneri derivanti dall’accordo sulla divisione del personale, salvo la limitatissima e transitori indennità di disagio, hanno già trovato copertura nei bilanci approvati dall’Amministrazione precedente» scrive l’esponente di Rifondazione Comunista, che continua: «Questo è quanto affermato tra l’altro dal dottor Libetti, dirigente del servizio Finanziario della Provincia e confermato dall’assessore Crescenzi su esplicita mia domanda nel corso della riunione della Commissione Bilancio riunita ieri pomeriggio dal Presidente Lucio D’Angelo».
«Quanto alla significativa sofferenza finanziaria (si parla di oltre 5 milioni di euro) che emergerebbe nella prima fase di elaborazione del bilancio di previsione 2010, lo stesso funzionario ha affermato che è determinata prevalentemente da un crollo delle entrate tributarie (Rc Auto, Itp e addizionale Enel per circa 3 milioni complessivi) e dei trasferimenti dallo Statali e regionali conseguenti alla crisi generale. Incidono altresì alcune spese come quelle degli enti universitari insediati nell’ascolano (di quasi un milione di euro) che mentre in precedenza erano coperte anche dai cespiti fermani, ora restano a totale carico dell’ente ascolano; nonché alcune voci di spesa riguardanti il personale, ancora da accertare e definire, anche in relazione a diversità di vedute sulla corretta imputazione delle stesse da parte di vari dirigenti. Allo stesso presunto disavanzo va inoltre sottratta la quota che Fermo dovrà  versare ad Ascoli per i servizi in convenzione» prosegue l’ex presidente della Provincia.
«L’assessore Crescenzi e il presidente del Consiglio Falcioni hanno quindi imputato a possibili “deformazioni o esasperazioni giornalistiche” i tentativi di collegare i problemi finanziari dell’ente ai criteri di divisione della Provincia (su cui c’erano e permangono dissensi e diversità di vedute). Alla luce di tutto ciò appaiono peraltro assolutamente strumentali ed irresponsabili i tentativi di vari esponenti politici, in particolare gli ex assessori Pd Maroni e Mandozzi, di collegare agli atti di divisione della Provincia, previsti dalla legge ed adottati con tutti i pareri dei dirigenti, i problemi dell’ente e quelli del territorio. Ciò manifesta peraltro l’incapacità o l’assoluta mancanza di volontà da parte di costoro di affrontare costruttivamente i veri e gravi problemi economici e sociali del Piceno, certamente aggravati dalla nascita della provincia di Fermo ma non certamente dalle modalità con cui è avvenuta. Problemi di fronte ai quali tali “giochini politici preelettorali” appaiono ancora più meschini e inqualificabili. Visto che i numeri fortunatamente, in questo ed in ogni altro caso, fanno giustizia delle bugie e della demagogia, non sarebbe ora di smetterla?»

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