ASCOLI PICENO – Tornano le discussioni politiche sulla divisione delle Province di Ascoli Piceno e Fermo. A farlo è l’ex assessore provinciale Ubaldo Maroni

«Ricordo – ha affermato Maroni in una nota stampa – che neppure un anno fa si voleva far passare quel tema come mero adempimento tecnico ed invece io ritenevo, insieme al partito e al gruppo consiliare, che esso avrebbe condizionato pesantemente il processo di divisione tra i due enti. Il dissidio fu all’origine delle mie dimissioni da Assessore e dunque sento oggi il dovere di ribadire due concetti espressi allora».

Ha spiegato l’ex assessore: «Deve essere la politica a guidare i processi che evitino l’avvio di azioni giudiziarie che paralizzerebbero l’attività di entrambi gli enti. Affidarsi in toto a valutazioni prettamente ragionieristiche in situazioni così inedite e delicate, non porta mai a buoni risultati. Quello che sta accadendo in questi giorni, purtroppo, lo conferma».

«Sembrerebbe – ha proseguito Maroni – non esserci l’ombra delle risorse da corrispondere ai dipendenti disposti a trasferirsi da Ascoli a Fermo. In sintesi, questo è il quadro: accordi sindacali impossibili da rispettare, divisione del patrimonio contestata e a rischio di apertura di contenziosi, bilanci delle due Province ridotti all’osso, con margini di manovra sulle politiche più qualificanti di una Provincia praticamente inesistenti».

«Solo il buon senso degli amministratori – ha concluso l’ex assessore – può aiutare a riscoprire le ragioni dell’intesa di una ripartizione economica che non può chiedere sacrifici a nessuno».

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