ASCOLI PICENO – Martedì sera: a Roma, presso il Tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico, la multinazionale Manuli Rubber e i sindacati confederali stanno sottoscrivendo l’accordo già definito in precedenza che prevede il reintegro nella produzione di 140 operai e 3,7 milioni di ammortizzatori sociali per i restanti, ai quali saranno garantiti due anni di cassa integrazione più due di mobilità.

L’ipotesi di piano, contestato e bocciato ad alzata di mano dai lavoratori durante l’assemblea dell’undici novembre scorso, è stata successivamente sottoscritta con una raccolta di firme. Con l’approvazione della maggioranza degli operai c’è il via libera all’attuazione dell’accordo.

Gli operai del Presidio Manuli, però, non ci stanno, e annunciano nuove proteste.
«Dopo aver analizzato in assemblea l’attuale situazione – si legge in un loro comunicato – alla luce degli avvenimenti dei giorni scorsi, il Presidio ha deciso di restare in loco in segno di protesta verso l’immobilità delle istituzioni e della Manuli». E si legge ancora: «Sarà pronto a contestare nei luoghi e nei modi opportuni, individuando già da subito la data del 30 novembre quando alla Provincia di Ascoli interverranno l’ex Ministro del lavoro e oggi presidente della commissione lavoro al Senato Treu (ideatore della precarietà) unitamente all’assessore regionale al lavoro, signor Badiali».

Gli operai del presidio contestano anche la raccolta di firme, reputandole «estorte psicologicamente».

Intanto sempre martedì il gruppo Manuli, tramite una richiesta di rettifica, ha tenuto a ribadire di non aver mai dato nessuna disponibilità a rivedere i termini dell’accordo con i sindacati, smentendo quanto sostenuto giorni fa dal sindacalista leader del Sdl Andrea Quaglietti.

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